La carne venduta sottobanco, un giro che frutta molti soldi
CECINA. Un business che non si ferma. Perché rende bene. Ne sono convinti gli uomini della forestale, ma anche i carabinieri. Un paio di anni fa uno della banda fu denunciato da entrambi. La...
CECINA. Un business che non si ferma. Perché rende bene. Ne sono convinti gli uomini della forestale, ma anche i carabinieri. Un paio di anni fa uno della banda fu denunciato da entrambi. La forestale lo sorprese con tre cinghiali in macchina, di cui due già decapitati e sviscerati; i carabinieri con un coltello e un machete. Lui se la cavò con un paio di denunce.
Anche il fratello fu denunciato per gli stessi motivi. In Procura, dove c’è ancora un fascicolo aperto dal sostituto Gianfranco Petralia, si ipotizza che siano il macellaio e il rivenditore della banda, quelli che si occupano di preparare la carne e di piazzarla a ristoranti e sagre di paese. Pare che sia anche un bel business, che nei soli tre mesi estivi frutta qualcosa come sessantamila euro. Calcoli, ipotesi, informazioni raccolte in anni di appostamenti e di indagini. Ma nessuna prova concreta, nessuna flagranza del reato.
L'altra sera c'è mancato poco per la flagranza, ma anche stavolta i bracconieri se la sono cavata. L’unica cosa diversa dal solito è stata l’abbattimento delle femmine: per non pregiudicare gli affari, finora erano stati uccisi solo esemplari maschi.
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