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Meeting antirazzista

Ministro Kyenge e Rossi: scarsa cultura dell’integrazione

Ministro Kyenge e Rossi: scarsa cultura dell’integrazione

CECINA. Il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge è partita dalle ultime vicende che ha vissuto sulla propria pelle, «nera» come rivendica con orgoglio, per raccontare agli altri che la strada è...

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CECINA. Il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge è partita dalle ultime vicende che ha vissuto sulla propria pelle, «nera» come rivendica con orgoglio, per raccontare agli altri che la strada è tutta in salita. «Il razzismo in Italia è troppo radicato – dice – e lo dimostrano le polemiche che sono insorte dopo la mia elezione. Un atteggiamento negativo che deve far riflettere e che rivela quanto ancora ci sia da fare. Lavoreremo con un profilo basso, senza farci intimorire, e opponendo alla violenza la non violenza». Non a caso, fermandosi per due battute con i giornalisti davanti a villa Ginori, prima di intervenire al Meeting Antirazzista, si è detta pronta anche a prendere un caffè con Mario Borghezio, uno dei sui detrattori più attivi; «in fondo, siamo due cittadini italiani», ha detto Kyenge.

Ad aspettare il primo ministro di colore della storia repubblicana praticamente chiunque ricoprisse una carica: dal prefetto di Livorno, a tutte le forze dell’ordine, dal sindaco di Cecina a quello di Rosignano, dal presidente della Provincia a quello della Regione. E poi giù giù tra marescialli, assessori e militanti. In prima fila il presidente dell’Arci Toscana Gianluca Mengozzi. Al dibattito sullo ius soli, il diritto di cittadinanza per i nati sul suolo italiano, sono state invitati parlamentari e associazioni varie. Ma l’attenzione è stata calamitata dagli interventi dei due big: il governatore Enrico Rossi e il ministro Kyenge.

«Non intervenire suoi problemi dei nostri 400mila immigrati – ha detto Rossi – è come mettergli un sasso in tasca, un giorno te lo tireranno per il malcontento. Per questo insieme all’Anci stiamo cercando una strada per mettere a disposizione la nostra avvocatura per i reati di razzismo e apologia del fascismo».

Rossi ha ricordato anche alcuni episodi che dimostrano come anche nella nostra Regione ci siano ancora sacche preoccupanti. «La sparatoria di Firenze l’hanno scorso ne è un esempio lampante. Manca una cultura dell’integrazione in troppe case», ha detto Rossi. A conclusione del dibattito Cecile Kyenge ha parlato delle sue prossime iniziative, mettendo nel mirino la legge Bossi-Fini. «Da amministratore – ha spiegato – controllerò quali benefici, anche in termini economici ha portato il reato di clandestinità. E se ne troverò pochi sarà giusto iniziare una discussione in Parlamento». Sulla questione dei clandestini il ministro per l’integrazione ha raccontato di aver molto apprezzato il viaggio di Papa Francesco a Lampedusa.

Rino Bucci

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