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Divieto di balneazione davanti a Chioma per la diga da rifare

Divieto di balneazione davanti a Chioma per la diga da rifare

Ordinanza del Comune: dal 15 al 18 lo specchio d’acqua e la spiaggia dello stabilimento restano interdetti

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CASTIGLIONCELLO. Divieto di balneazione nelle acque davanti al porticciolo del Chioma, dove nei prossimi giorni è in programma il ripristino delle scogliera frangiflutti.

L’ordinanza è stata emessa due giorni fa dal Comune di Rosignano (la numero 401) e di fatto interdice l’uso dell’arenile e dello specchio d’acqua davanti allo stabilimento porticciolo del Chioma a soggetti diversi da coloro che svolgono l’intervento di riqualificazione della scogliera. La diga di massi che è presente nelle acque a nord dello stabilimento è stata infatti parzialmente «danneggiata a causa delle violente perturbazioni degli ultimi tempi». Per evitare quindi che il profilo della scogliera si rovini ulteriormente è stato stabilito di riqualificarla.

L’intervento, che era stato richiesto dal Comune alla Provincia lo scorso aprile, è previsto per i giorni dal 15 al 18 luglio. Negli stessi giorni quindi l’ordinanza vieta l’accesso alla spiaggia e allo specchio di mare antistanti il bagno “Il porticciolo del Chioma”.

«Per l’esecuzione - si legge nell’ordinanza - del lavoro verrà utilizzato un pontone con rimorchiatore che posizionerà circa 350 metri cubi di massi per ripristinare l’originale andamento della scogliera e che l’esecuzione delle opere interessano parte della fascia di arenile dello stabilimento balneare “Il porticciolo del Chioma”».

Proprio in vista di questi cantieri, il Comune ha stabilito «l’interdizione dell’accesso di persone e mezzi diversi da quelli addetti all’esecuzione dei lavori, limitatamente alla porzione di arenile e specchio acqueo antistante lo stabilimento, interessati dall’operazione di ripristino della scogliera, per i giorni dal 15 al 18 luglio e comunque per il periodo necessario all’esecuzione dell’intervento».

La società Porticciolo del Chioma, società concessionaria, è chiamata ad «assicurare che l’intera area interessata da i lavori sia debitamente segnalata anche con l’ausilio di apposita segnaletica» e ad «accertarsi che tutte le unità impegnate, anche quelle di supporto, siano in possesso, per l’intera durata delle operazioni, di certificazione di sicurezza in corso di validità».

Ovvio, come si legge sul finale dell’ordinanza, che se queste prescrizioni, inviate anche all’ufficio manutenzioni del Comune, alla Capitaneria di porto locale e al comando di polizia municipale, non fossero ottemperate scatterebbero le sanzioni previste per questo caso (articolo 1164 Codice della Navigazione).

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