Italia
Numeri fino alle 11,30 Al Cup fra file, rabbia e attese interminabili
Disagi per l’orario estivo con gli sportelli chiusi il pomeriggio Quattro dipendenti fanno fatica ad accogliere le richieste
CECINA. Arriva l’estate e tornano le file al Cup. Il cambio d’orario agli sportelli del Centro unico per le prenotazioni dell’ospedale riporta alla mente vecchi ricordi: attese interminabili per accedere ai referti e per prenotare le analisi, tanta pazienza e animo in pace. In media, serve oltre un’ora per sbrigare le pratiche nonostante tutti gli operatori anche ieri fossero in servizio. Quattro dipendenti che marciano a pieno regime e stampano fogli a raffica; una task force che comunque non basta per diluire le attese.
La colpa? Stavolta la responsabilità va attribuita al cambio dell’orario di apertura dei desk point. Infatti, dal primo di luglio e per tutto agosto l’Asl ha deciso di far lavorare il Centro prenotazioni solo di mattina. E l’androne di via Montanara si riempie sempre, soprattutto in un periodo in cui la popolazione in Bassa val di Cecina triplica. La grande sala d’attesa è un variegato campionario del genere umano: c’è l’anziano in canottiera con l’impegnativa rossa dalla firma illeggibile del medico di base, l’adolescente con il Rayban un po’ spaesato che chiede lumi alla madre, la donna incinta con vestitone prémaman e marito al seguito. A complicare la situazione ci ha pensato anche una nuova regola, appiccicata di recente con lo scotch sul terminare che stampa il tagliandino di prenotazione: «L’erogazione dei numeri cesserà alle 11.30». Un’ora prima della chiusura degli sportelli (che aprono alle 7.15).
Chi arriva dopo le undici e mezzo viene rispedito a casa con il consiglio di ripresentarsi il giorno seguente. Qualche volta, però, si chiude un occhio e, se la fila non è chilometrica, viene fatto passare anche qualcuno “fuori numero”. «Mi avevano detto di venire qui per prenotare le analisi del sangue visto che non ci sono riuscita con il Cuptel – spiega Marina Tesi di Milano – ma appena mi sono avvicinata al terminale per i tagliandi ho notato che era fuori servizio e poi ho visto l’avviso attaccato sopra. Dovrò tornare domani». La chiusura degli sportelli nel pomeriggio, spiegano dall’ospedale, è stata deliberata per far smaltire le ferie ai dipendenti impiegati al centralino. Una scelta che ha determinato il ritorno alle lunghe attese. «Ho staccato il taglindino proprio in questo momento – dice Piero Benocci – e davanti ho oltre cinquanta persone. Dovevo prenotare un esame che mi ha prescritto il medico ma a questo punto non mi va di aspettare tutta la mattinata. Penso proprio che tornerò domani sul presto con la speranza di bruciare le file». Chi, invece, è arrivato prima si tiene ben stretto il biglietto. Qualcuno lo usa anche come fosse un ventaglio per scacciare la noia e l’afa che si accumulano all’ingresso dell’ospedale.
«Ormai manca poco al mio turno – spiega il signor Paolo – e dopo quasi un’ora ad andarmene non ci penso proprio. Con il rafforzamento del personale questa primavera si era riusciti a diluire i tempi di attesa. Ma a quanto mi riferiscono il cambio di orario ha rimandato in emergenza tutto il servizio di prenotazioni. Siamo tornati al punto di partenza».
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