Il Tirreno

Anche gli agriturismi contro il piano cave «Rovina l’ambiente»

Anche gli agriturismi contro il piano cave «Rovina l’ambiente»

Nato un comitato collinare contro l’ipotesi di avviare un nuovo fronte di escavo tra Castelnuovo e Gabbro

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CASTELNUOVO. Cittadini e imprenditori agricoli dicono no all’approvazione del nuovo piano cave.

Si è formato nei giorni scorsi il comitato “Salvaguardia, sviluppo del territorio e occupazione”, che riunisce titolari di agriturismi, imprenditori agricoli e tanti cittadini delle frazioni collinari. Il comitato interviene sulla vicenda del nuovo piano cave provinciale, esposto pubblicamente due settimane fa dal presidente della Provincia Giorgio Kutufà alla presenza del sindaco Franchi. Un piano che la gente delle colline non sembra condividere, perché prevederebbe l’avvio di una nuova zona di escavo al Gozzone, tra Gabbro e Castelnuovo. Il nuovo fronte di cava è stato richiesto dalla fornace Donati, che produce laterizi e, con i dipendenti in cassa integrazione da mesi, spiega di aver necessità di nuova argilla di qualità per mandare avanti la lavorazione.

«Quanto questo territorio deve ancora sopportare? - dice Beatrice Pizzi, una portavoce del comitato - La nuova cava dovrebbe tra l’altro nascere davanti allo Scapigliato. Evidente l’impatto ambientale che avrebbe una scelta del genere, e poi chi assicura che un domani la cava, ormai in disuso, possa diventare il proseguimento della discarica?» Il comitato chiede che sia «rispettata la natura del territorio».

Nessun contrasto con i lavoratori - spiegano i rappresentanti del gruppo - ma la volontà di affrontare la situazione tenendo conto di tutti gli aspetti. «Ci teniamo a sostenere - dice Pizzi - che la nostra non è una posizione contro coloro che lavorano in fornace, ma vogliamo capire come l’eventuale apertura di una nuova cava andrebbe a variare l’assetto ambientale, turistico e della salute dei cittadini»

Tutte domande a cui il comitato chiede risposte celeri a Provincia e Comune. Ecco perché nei giorni scorsi imprenditori agricoli e cittadini hanno inviato a Kutufà e Franchi una richiesta per ottenere un incontro urgente.

«L'ipotesi concreta - fanno sapere dal comitato - di una nuova cava è stata presentata ufficialmente dal presidente della provincia di Livorno Kutufà insieme al sindaco di Rosignano Franchi durante una riunione pubblica. Noi siamo preoccupati per un'eventuale situazione di difficoltà ecco perché abbiamo chiesto un incontro urgente al sindaco ed al presidente della provincia per poter affrontare ed approfondire gli studi eventualmente elaborati».

Insomma il desiderio del comitato «non è assolutamente quello di alimentare polemiche sterili tra la salvaguardia dei posti di lavoro ed uno sviluppo sostenibile dell'area», ma certo chiedono alle istituzioni chiarezza riguardo al futuro delle colline. «Consideriamo per tale motivo di vitale importanza un incontro con le amministrazioni interessate - termina il comitato - perché convinti che tutti siano interessati a coniugare sviluppo e tutela dell'ambiente. I cittadini sono consapevoli che un'immediata convocazione da parte del sindaco Franchi e del presidente Kutufà può stroncare sul nascere eventuali strumentalizzazioni e polemiche».

Anna Cecchini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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