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Per Michèle Huart 29mila euro, da 8 a 12mila per gli altri tre
ROSIGNANO. Più che le pene previste dalla legge, ha pesato il rischio di un sequestro di alcuni impianti. I reati ipotizzati dalla Procura infatti sono il getto di cose pericolose e il superamento...
ROSIGNANO. Più che le pene previste dalla legge, ha pesato il rischio di un sequestro di alcuni impianti. I reati ipotizzati dalla Procura infatti sono il getto di cose pericolose e il superamento dei limiti tabellari. Sono previsti dall’articolo 137, quinto comma, del decreto legislativo 152/2006, e dall’articolo 674 del codice penale.
Le sanzioni sono state convertite in pene pecuniarie sulle quali c'è stato l'accordo tra Procura e azienda per il patteggiamento. Ammontano a 29mila euro per l'ex direttrice dello stabilimento rosignanese, Michèle Huart (nella foto), e a cifre che vanno dagli ottomila ai 12mila euro per gli altri tre dirigenti, responsabili degli impianti in questione (ovvero sodiera, elettrolisi e perossidati): Fabio Taddei, Davide Mantione e Massimo Iacoponi. La richiesta di patteggiamento, come diciamo anche fuori cronaca, è stata avanzata dall’azienda e ora accolta dalla Procura. Era condizionata all’esecuzione dei primi interventi di bonifica e disinquinamento e alla presentazione di un piano più generale da 6,7 milioni, che verrà testato a fine 2014. Ora sarà il giudice a decidere su questo accordo, e quindi a concedere o meno il patteggiamento. L’azienda per il momento non commenta.
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