Il presidio
Mettono il veleno nella ciotola del cane per ammazzarlo
Elia, un meticcio di pastore maremmano, tre giorni in coma La veterinaria lo ha salvato. Ora indagano i carabinieri
DONORATICO. Hanno tentato di ucciderlo con un veleno potente, il metaldeide che sta alla base del lumachicida, rimedio naturale contro lumache e chiocciole nell'orto, nel frutteto e in giardino. Ma Elio, un meticcio di pastore maremmano, è stato soccorso in tempo e dopo 72 ore di coma farmacologico è tornato dai suoi padroni.
Tanta paura per un happy end veramente miracoloso. Sì, perché il lumachicida, il veleno utilizzato per uccidere Elio, è pericoloso persino per gli esseri umani, come ci spiega la veterinaria Barbara Carmignani: «Si può acquistare ovunque, nei negozi che vendono prodotti per i prati, i terreni, in agricoltura e giardinaggio in generale. Oltre a essere molto pericoloso per ogni essere vivente è anche rapido, in un giorno può condurre a morte certa, se non preso in tempo, come è accaduto in questo caso. Dopo circa 40 minuti dall’ingerimento infatti il cane è stato condotto in ambulatorio. L’ho addormentato con anestesia generale, per 72 ore è stato in coma farmacologico e per fortuna ce l’ha fatta».
I proprietari hanno subito sporto denuncia ai carabinieri e sul caso c’è un’indagine in corso.
Tracce di veleno infatti sono state trovate nella ciotola che quotidianamente il pastore utilizza e che è stata sequestrata dagli inquirenti. Il cane spesso sta in giardino, la casa si trova nella zona di via Pedonale del Parco, a Donoratico.
Il momento della pappa è tra i più attesi per gli animali domestici, ma stavolta ad attendere Elio c’era una brutta sorpresa: il suo cibo conteneva metaldeide e in grandi quantità. Dosi in grado di ucciderlo in fretta.
«Abbiamo vissuto ore di angoscia - racconta Valentina Ghironi - per fortuna siamo riusciti ad agire tempestivamente. Non capisco il gesto, ho dei sospetti che si tratti di qualcuno che abita qua attorno, doveva conoscere la nostra routine. Elio, tra l’altro, non è un cane aggressivo o che abbaia continuamente. Lo abbiamo preso al canile, ora ha dieci mesi, non ha mai aggredito nessuno e non abbiamo mai ricevuto lamentele perché disturbava. Si è trattato di un gesto da vigliacchi, come si può? Da quel momento non viviamo più tranquilli, usciamo pochissimo per la paura che succeda qualcosa. E quando non siamo in casa, c’è qualcuno che sta di guardia».
Pare che per il momento si tratti di un caso isolato, ma non si escludono altri episodi, magari non denunciati. Anche perché come ci raccontano le cronache il periodo estivo non gioca proprio a favore degli amici a quattro zampe tra abbandoni, maltrattamenti e tentativi di avvelenamento. Come questo, che fa alzare le antenne ai proprietari di cani della zona, senza che ne sfoci una vera e propria psicosi: ma è inevitabile pensare che proprio qualche tempo fa, in varie zone della Toscana, c’era chi si “divertiva” a lanciare veleno nei giardini delle case o nei parchi frequentati dagli animali. L'importante però è che dopo il canile Elio abbia vinto un'altra sfida.
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