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Infarti, Asl 6 contro il Mes «Salvate 200 persone»

Infarti, Asl 6 contro il Mes «Salvate 200 persone»

L’azienda non accetta la bocciatura inflittagli dallo studio della Scuola Sant’Anna Il direttore del 118 Genovesi: indicatori precedenti all’attivazione della rete Ima

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CECINA. «Il Mes ci boccia? Perché non tiene conto dei dati del 2012». Francesco Genovesi, direttore del dipartimento Emergenza e Urgenza dell’Asl 6, commenta i dati rilasciati dal laboratorio management e sanità dell’istituto Sant’ Anna di Pisa sulle prestazioni anti-infarto offerte dalle realtà locali. Dati che avevano collocato l’Asl 6 in zona rossa, cioè tra i bocciati.

«I nostri dati 2012 riferiscono di oltre 200 persone trattate e salvate grazie alla rete anti-infarto per questo leggiamo con la dovuta cautela il Programma Nazionale Valutazione Esiti realizzato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) e utilizzato come indicatore nella rilevazione compiuta dal Mes che considera esclusivamente i dati relativi al biennio 2010-2011 ovvero quello precedente all’attivazione da parte dell’Asl 6 della rete Ima – spiega Genovesi – Questo risultato, quindi, non tiene conto di una realtà molto modificata a partire dal 2012 che ha portato a un netto miglioramento di tutti gli indicatori relativi agli infarti grazie, per esempio, alla possibilità di trasmettere dall’ambulanza alcuni parametri direttamente al reparto di Emodinamica in modo da far valutare in tempo reale a un cardiologo la situazione in corso e decidere se e come intervenire». Il direttore Genovesi, dunque, giudica parziale la pagella redatta nei laboratori pisani del Mes sulle prestazioni sanitarie offerte dalle realtà locali.

«La nuova rete – continua genovesi - partendo dalle ambulanze di tutta la provincia si completa nella sala di emodinamica livornese attiva 24 ore su 24 e permette di guadagnare minuti preziosi per i pazienti con infarto in corso evitando inutili passaggi dai pronto soccorso per arrivare direttamente nelle sala operatorie destinate all’angioplastica. Grazie anche a tutto questo siamo sicuri che la prossima rilevazione compiuta dall’Agenas registrerà dati notevolmente migliorati rispetto al passato togliendoci da quella zona “rossa” dei bersagli Mes dove non meritiamo più di stare».

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