Il Tirreno

Famiglie nei guai, il fisco non fa sconti

di Andrea Rocchi
Famiglie nei guai, il fisco non fa sconti

Il commercialista è morto senza pagare 2 milioni di tasse. Ex clienti esasperati. Il caso approda in Parlamento

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CECINA. Non si sblocca la vicenda del comitato "Clienti Studio Moretti". Tanto che il 16 maggio scorso una delegazione col sindaco Benedetti è stata ricevuta dal prefetto di Livorno e, lo stesso giorno, il caso è approdato in Parlamento con un'interrogazione presentata dal deputato Achille Totaro (Fratelli d'Italia) al ministro dell'Economia e delle Finanze. Sono una ventina tra artigiani, commercianti, professionisti, piccoli imprenditori ma anche casalinghe e pensionati che devono pagare circa 2 milioni al fisco. Soldi che hanno già regolarmente versato ma che non sono mai stati girati all'Agenzia delle Entrate dal commercialista cecinese Luca Moretti morto suicida a 42 anni nel luglio scorso. Tanto da trovarsi di colpo a fronteggiare ingiunzioni e cartelle di pagamento in cui si chiedono anche gli interessi di mora e le sanzioni. In media la cifra da pagare è di 70-80mila euro, ma ci sono casi di persone a cui l'erario ha chiesto indietro oltre 200mila euro. Del caso si era interessato anche il sindaco Stefano Benedetti che aveva ricevuto in Comune una delegazione del comitato ed inviato una lettera all'Agenzia delle Entrate ed al prefetto di Livorno.

A dicembre scorso sembrava che per queste 20 famiglie si potesse aprire uno spiraglio: un'apertura da parte dell'Agenzia regionale che indicava la possibilità, anche in assenza di un procedimento penale contro il professionista "infedele" (ormai deceduto), di richiedere la sospensione delle sanzioni. Questo a patto che il contribuente presentasse insieme all'istanza di sospensione del pagamento anche una copia della denuncia. Denuncia che è stata regolarmente fatta dal comitato all'Arma dei carabinieri. Ad oggi, tuttavia, nessun atto ufficiale è in mano ai danneggiati che anzi ribadiscono di "assistere ad un rimpallo" tra l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate di Livorno e quello regionale. Dell'atteso congelamento delle ingiunzioni, in sostanza, non c'è traccia. «Il giorno 18 dicembre 2012 - scrive nell'interrogazione parlamentare Totaro - gli aderenti al comitato hanno presentato al reparto nucleo investigativo dei carabinieri di Livorno denuncia querela nella quale vengono esposti i fatti accaduti perché, anche se l'autore principale risulta deceduto, non è da escludere l’ ipotesi che possano emergere profili di altre responsabilità di persone ignote; le parti denuncianti hanno quantificato in circa 2 milioni di euro la somma di denaro versata in 10 anni allo studio Moretti a titolo di pagamento di tasse e imposte, ma mai versata all'erario e quindi indebitamente sottratta dallo stesso studio Moretti». Nell'interrogazione si ricorda la "criticità della situazione" che coinvolge numerose persone ora "in gravi difficoltà finanziarie". Visto che la vicenda assume una rilevanza sociale "che l'amministrazione statale non può ignorare", l'interrogazione si chiude sollecitando interventi a carico delle famiglie e degli imprenditori truffati. Ma si chiede inoltre se il Governo "intenda acquisire elementi in merito alla condotta dell'amministrazione finanziaria nella vicenda anche effettuando accertamenti per verificare come sia stato possibile che fatti di tale gravità si siano potuti verificare".

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