Il Tirreno

Da Twilight all’incuria, l’ex Arena cinema in abbandono

di Rino Bucci
Da Twilight all’incuria, l’ex Arena cinema in abbandono

Il gioiello della Terrazza dei Tirreni, costato tre miliardi di vecchie lire, ha funzionato fino al 2009. Ora è lasciato al degrado, abitato solo da piccioni, erbacce e rifiuti

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CECINA. Estate 2009. L’ultima proiezione fu il film Twilight. Una produzione americana in salsa vampiresco-romantica, tra effetti speciali e attori bellissimi. Poi, da quel weekend di fine agosto insieme ai turisti se ne andò, e per sempre, anche la stagione all’Arena della Terrazza dei Tirreni. Il proiettore sputò per l’ultima volta luce e immagini sul grande schermo bianco in quella sera di fine estate. E dal quel giorno sull’utilizzo dell’Arena calò, pietoso, il sipario. Incassi insufficienti, l’attività non era redditizia. In realtà, il tendone si chiuse e riaprì subito ma restituì uno spettacolo impietoso. Un dramma in un crescendo costante di degrado, incuria e spreco. Oggi, i circa mille metri quadrati che un tempo ospitarono turisti sono completamente recintati. L’accesso è vietato da una rete posticcia. Gli operai del Comune l’hanno piazzata sul retro, ma immancabilmente viene scavalcata e distrutta. Allora, gli operai tornano e dopo qualche giorno la rete viene di nuovo divelta. In un circolo eterno che permette le scorribande all’interno dell’area.

FOTO Le immagini del degrado

Voluta dall’amministrazione Vanni nei primi anni ’90, quel salotto estivo da affiancare all’ex colonia di Marina, doveva costare un miliardo di lire. Alla fine, ne servirono circa tre di miliardi, tra polemiche e qualche dubbio. A distanza di un ventennio le condizioni dell’Arena danno ragione agli scettici della prima ora. Ormai, l’unica forma di vita che la abita sono i fasci d’erba che accompagnano fino al ginocchio le passeggiate dei curiosi e qualche piccione che si posa sulle seggioline bruciate dal sole. Le foto del degrado sono state postate anche di recente sul gruppo Facebook “I Cecinesi 2.0” dal consigliere Dario Marzini. Lo scheletro di quel ragno d’alluminio che un tempo reggeva il tendone bianco è una finestra sul cielo che cola ruggine e tristezza. La grande copertura ormai non c’è più; è piegata sulle sedie dell’ex cinema. Franata sotto il peso delle piogge e del tempo. L’intera area è piena di scritte e di sporco, di detriti e fantasmi. Pensare che veniva utilizzata non più di tre anni fa e che ha funzionato per soli dieci anni. Nel casottino rialzato sul lato nord c’è ancora il vecchio proiettore analogico tinto di blu scuro. È coperto di polvere e frammenti di vita, sono pezzi di pellicole. L’accesso alla stanza è stato impedito solo di recente grazie ad un ritaglio di finissimo compensato che tappa l’unica via d’accesso, una finestra. Ancora piantate in mezzo all’Arena ci sono tutte le sedie sull’attenti. Mentre, il mega schermo piazzato sul palco davanti al mare è pieno di buchi che sembrano colpi di fucile andati a segno. In quello stesso luogo, tanti cecinesi e turisti soffrirono, si abbracciarono durante i mondiali di calcio, i giovani cantanti si esibirono e qualcuno provò ad innamorarsi. Sul lato sud ci sono i bagni ancora aperti. I sanitari sono stati schiantati e imbrattati da tempo, mentre scritte a bomboletta spray lanciano messaggi ammiccanti. La stanza accanto, di poco più piccola, ospitava invece la biglietteria. Anche di questa è rimasto ben poco; si intuisce che cosa fosse un tempo solo dal buco attraverso il quale chi cercava qualche ora di svago passava soldi e speranze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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