Il Tirreno

Anche Rifondazione apre al Comitato: ha difeso la salute

Revisione a sinistra, tutti approvano l’operato di don Reno: «Ha difeso la salute, facendo politica nel senso più alto»

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CECINA. Contrordine. Inversione netta. Revisione radicale di un’etichetta affibbiata con eccessiva faciloneria politica: il comitato pro-Ospedale non fa più allarmismo né può esser definito di destra. Difende solo la sanità pubblica, roba che sta nel Dna della sinistra rappresenta i filamenti della doppia elica. E infatti, dopo le aperture del Pd, le puntualizzazioni di Sel, tocca a Rifondazione comunista schierarsi al fianco del Comitato coordinato da don Reno Pisaneschi. E infatti i comunisti, in una nota dai toni molto netti, si rivolge al comitato e ne apprezza «l'impegno e la sensibilizzazione nella cittadinanza» operata fino ad ora.

«Pensiamo che il Comitato - prosegue così la nota di Rifondazione -, ha fatto politica nel senso alto e nobile del termine, per coinvolgere tutti i cittadini nella mobilitazione per salvaguardare la salute e cercare di non far ridimensionare drasticamente l' ospedale di Cecina». Sono lontani i tempi quando si avanzavano le accuse che il comitato era strumento consapevole di una chiara operazione di destra tesa a destabilizzare il governo regionale e le amministrazioni locali.

«Fino a poco tempo fa, alcuni partiti si sono scagliati contro di voi, perché così manifestavano la loro sudditanza ai voleri delle varie maestà fiorentine, non considerando le preoccupazioni sanitarie della popolazione. Ci ricordiamo quando venivate tacciati di allarmismo, verso i tagli evidenti e preoccupanti che erano in atto» . Ma soprattutto Rifondazione attacca la segreteria del Partito democratico che «dimostrava di non sapere la differenza che c'è tra apolitico ed apartitico, a proposito della polemica sulla presenza nel comitato di alcuni esponenti politici di centro/destra» .

Un atteggiamento di subalternità che continuerebbe ancora dal momento che si continua da parte Pd «ad ignorare che gli ospedali della provincia saranno ulteriormente ridimensionati ed abbasseranno il livello di qualità delle prestazioni per pagare il nuovo ospedale di Montenero che non serve e che costerà più di 400 milioni di euro».

Dopodiché Rifondazione denuncia che Rossi, fin da tempi in cui dirigeva l'assessorato regionale alla sanità di fronte ad un articolo di un quotidiano che documentava la lottizzazione tra i partiti degli incarichi dei dirigenti Asl, «affermava che le tessere non contavano e che i bilanci erano tutti a posto» .

Mentre la storia recente ha dimostrato «che all'Asl di Massa si era creata una voragine di 419 milioni di euro, e che in altre Asl toscane, c'erano buchi per altri 100 milioni».

«Purtroppo anche i sindacati Cgil-Cisl-Uil - critica così il sindacato la nota di Rifondazione -nelle elezioni del 2012 all' ospedale di Cecina , hanno preso molti meno voti della Fials, perché forse i lavoratori hanno creduto in una loro insufficiente mobilitazione nel difendere i posti di lavoro e la riorganizzazione dello stesso ospedale».

Da ultimo un invito al Comitato. «Tra un anno ci saranno le elezioni amministrative. Perché non valutate di fare una piattaforma politico-sindacale di una decina di punti rivendicativi sull'ospedale, da richiedere l'adesione dei cittadini ed il parere e l'eventuale condivisione di chi si oppone allo snaturamento dell'ospedale?».

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