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La sala consiliare sarà intitolata a Primetta Cipolli
Il sindaco respinge le accuse e spegne le polemiche: «Ha combattuto per la libertà, nessuno può dubitarne»
CECINA. Pacato, con l’auspicio di porre fine allo strascico polemico che ha accompagnato l’ultima seduta consiliare, il sindaco rileva come personaggi quali Primetta Cipolli non possono e non devono dividere, ma rappresentare un momento di unità e ricordarci i veri valori su cui si basa la convivenza democratica e per i quali ha un significato lottare. Stefano Benedetti ricorda poi la mozione presentata in consiglio comunale circa la denominazione di quello che attualmente viene chiamato Palazzo dei congressi, sulla quale l'assemblea ha concordato all’ unanimità che d’ora in poi venga identificato con l'appellativo di Comune Vecchio restituendo così un valore simbolico e meno anonimo ad uno degli edifici storici più rappresentativi e precedente sede del Municipio. Ebbene, contemporaneamente a tale mozione il consiglio comunale ne ha approvata un'altra, con tutti i voti della maggioranza, in cui si va ad intitolare uno spazio all'interno del medesimo edificio a Primetta Cipolli. E il pensiero di Benedetti va alla partigiana cecinese moglie di Oreste Marrucci, morto sul fronte dell'Ebro durante la guerra civile spagnola e lei stessa attivista politica nelle organizzazioni clandestine; esiliata dal fascismo, membro del Comitato nazionale Udi (Unione Donne Italiane), prima donna del territorio livornese ad assumere un incarico amministrativo come assessore all'istruzione. Figura di spicco del Partito comunista italiano e labronico, grazie al cui contributo fu inaugurato a Livorno il primo asilo del dopoguerra.
«Proprio in virtù di questo ruolo centrale svolto da Primetta Cipolli nella lotta per la democrazia e la libertà contro ogni forma di oppressione e violenza e per l'impegno a difesa dei diritti delle donne - dice il sindaco - la maggioranza in consiglio, riconoscendone i meriti, ha votato favorevolmente all'intitolazione di uno spazio all'interno di quell'edificio, che meglio di ogni altro rappresenta la nostra comunità, le sue radici e ne identifica il baricentro della vita sociale, culturale e civile. Nessun consigliere - prosegue - tantomeno quelli che formano la maggioranza, ha messo in discussione il ruolo, l'autorevolezza, l'importanza della figura di Primetta Cipolli. Per dovere di cronaca vi sono state semmai, nel corso della riunione, solo alcune disquisizioni di tipo procedurale formale. Anzi, proprio per sgomberare qualsiasi dubbio e vis polemica sull'argomento, è giusto chiarire che l'amministrazione ha intenzione di impegnarsi per far conoscere meglio questa protagonista della storia cittadina, a cui abbiamo l'onore di aver dato i natali». Per questo motivo lui stesso, insieme al consigliere nonché segretario dell'Anpi locale Paolo Bertolini, ha contattato l'unica figlia di Primetta Cipolli Marrucci, attualmente residente a Parigi, per informarla della decisione assunta in consiglio. La medesima «nel ringraziarci per l'attenzione dedicata alla sua famiglia, ci ha fornito i riferimenti del proprio figlio che vive e lavora a Milano ed è in possesso di documenti e materiale che testimoniano le numerose attività della nonna Primetta e che possono essere utili ad approfondire aspetti inediti della sua vita e dell'esperienza vissuta negli anni della guerra e della successiva ricostruzione. Avremo così la possibilità di avviare un percorso di valorizzazione e approfondimento della figura di questa donna, che animata da forti ideali di giustizia e libertà ha contribuito, insieme a molti altri italiani, a scrivere una delle pagine piu' importanti della nostra storia». Un percorso che come anticipa Benedetti si concluderà alla fine con una cerimonia di intitolazione che potrà certamente essere la sala del primo piano che ospita le riunioni del consiglio; cerimonia che ne suggellerà lo spessore e la rilevanza.
«Con la riapertura del Comune Vecchio - conclude - potremo inoltre dar seguito ai precedenti impegni assunti, come ad esempio la ricollocazione all'interno dell'edificio del busto di Giuseppe Garibaldi, il riconoscimento della figura e delle opere dell'artista Sirio Bandini, autore peraltro dello stesso affresco che campeggia nella sala consiliare ( a breve oggetto di restauro) e al quale potrà essere dedicato il Centro espositivo».
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