Il Tirreno

Ilaria, i familiari attaccano: “Un omicidio che si poteva evitare”

Ilaria, i familiari attaccano: “Un omicidio che si poteva evitare”

Attraverso i legali chiedono al Ministro: “Perché non sono stati applicati di decreti di espulsione?”

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Continua il lavoro della procura di Livorno per l'inchiesta sull'omicidio di Ilaria Leone, la diciannovenne trovata morta mercoledì 1 maggio in un oliveto alle spalle del paese di Castagneto Carducci. Il pm Fiorenza Marrara ha depositato la richiesta al gip per la convalida del fermo per Ablaye Ndoye (FOTO), il senegalese accusato di tentata violenza e di omicidio. Dal momento del deposito della richiesta il gip avrà 48 ore di tempo per l'udienza di convalida, che si presume possa tenersi martedì.

IL FATTO Ilaria pestata e soffocata dal suo sangue

La famiglia attacca. Intanto per la prima volta parla la famiglia della ragazza uccisa. "L'omicidio di Ilaria era evitabile, perché generato dalla malata ed inapplicata procedura riguardate l'espulsione degli irregolari". Lo affermano, attraverso i legali, i familiari di Ilaria Leone che, "pur ringraziando tutte le autorità che con celerità, serietà e competenza si stanno occupando del caso chiede con forza e determinazione al ministro dell'Interno, al Questore e Prefetto di Livorno, di conoscere le reali ragioni per le quali non si è data effettività ai decreti di espulsione". In una nota inviata alla stampa e firmata dagli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, la famiglia sottolinea che "Ilaria, contrariamente ad alcune descrizioni distorte, era generosa, vera, solare e lavoratrice, come tutta la famiglia di appartenenza, una giovane, che crescendo viveva con curiosità le sue esperienze, come succede a migliaia e migliaia di ragazzi italiani. Amareggia e sconvolge, invece, i familiari, il fatto che - prosegue la nota - il presunto omicida sia uno spacciatore, noto alle forze dell'ordine, violento, perché con precedenti penali specifici, per reati commessi anche nella piccola comunità toscana, irregolare in quanto destinatario nel tempo di plurimi decreti di espulsione, ancora una volta mai eseguiti, che gli hanno permesso di delinquere, sotto gli occhi di tutti, nonostante il suo status".

aNasce un gruppo su Facebook. E su Facebook è nato una pagina nel ricordo di Ilaria Leone. Pagina che in poche ore ha superato i mille "mi piace".

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