Meteo
«Il fumo saliva dai piedi abbiamo rischiato grosso»
I ragazzi sull’autobus: «Ci siamo spostati perché si respirava male» Poi l’allarme all’autista che ha fermato il mezzo: «Ha avuto sangue fredd0»
CECINA. «Eravamo seduti in fondo, negli ultimi posti. Avevamo appena passato il ponte del Tripesce, in direzione sud e scherzavamo tra amici. Poi, abbiamo visto il fumo che saliva dai nostri piedi. Quando abbiamo capito che il pullman stava bruciando ci siamo spaventati. Ma non subito, anche perché all’inizio non sapevamo cosa ci stava aspettando».
Marta ha 17 anni, insieme ad alcuni coetanei da Rosignano Solvay stava andando a Cecina sull’autobus dell’Atl che ha preso fuoco. Dopo più di un’ora è arrivata a destinazione, ma su di un altro mezzo di fortuna. Con lei viaggiavano almeno altre venticinque persone tra cui una decina di ragazzi e l’autista del mezzo. «Eravamo partiti da una decina di minuti. Erano le nove in punto quando il fumo ha iniziato a salire da sotto le poltroncine su cui eravamo seduti – racconta la ragazza – posso dirlo con certezza perché ho guardato l’orologio. All’inizio non ci siamo preoccupati ma visto che l’aria diventava insopportabile ci siamo comunque spostati verso la metà del mezzo».
Passa una manciata di minuti e il fumo continua ad uscire dal pavimento. Non diminuisce, anzi aumenta, a quel punto i passeggeri si impensieriscono e decidono di avvertire l’autista. «C’erano diverse auto davanti a noi – continua Marta – il conducente ha aspettato che la carreggiata si liberasse e si è fermato subito sulla destra, poco lontano dal ristorante “La cicala che ride” (circa un chilometro, ndr). Ha preso l’estintore e ci ha fatto scendere immediatamente. Quando ho visto la plastica che colava dal motore e le fiamme che iniziavano ad abbracciare il pullman mi sono davvero spaventata. A quel punto ho capito che cosa avevamo rischiato».
Dall’Aurelia, i ragazzi hanno continuato a guardare lo spettacolo delle fiamme per decine minuti mentre i vigili del fuoco cercavano di spegnere l’autobus in fiamme e i carabinieri mettevano in sicurezza l’area. Simone Quadrio, 18 anni, era sul mezzo insieme a Marta. «Sono di Cecina ma studio a Rosignano, all’istituto alberghiero – dice Simone – e ogni giorno viaggio sui mezzi dell’Atl grazie ad un abbonamento mensile che mi costa 45 euro tondi tondi. Devo essere sincero: quando il fumo ha invaso l’abitacolo non mi sono spaventato più di tanto perché non è la prima volta che mi capita una cosa del genere nella mia vita da pendolare. Ormai, è una prassi. Ma quando sono arrivate anche le fiamme ho temuto davvero il peggio. L’autista ha avuto un grande sangue freddo; ci ha fatti scendere praticamente subito e ha spento le prime scintille all’interno dell’abitacolo». Però, togliere le fiamme dalla carcassa blu del pullman, però, è servita l’autobotte dei pompieri. I passeggeri sono rimasti più di un’ora sul ciglio della strada. «Poi è arrivato un altro mezzo dell’Atl – dice Marta – che ci ha portati a Cecina».
Rino Bucci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
