Il Tirreno

Diga foranea, il porto contesta l’ordinanza

Diga foranea, il porto contesta l’ordinanza

L’ad Ratti: «Errore di comunicazione, con il maltempo le barche non si possono trasferire»

1 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Con una lettera del legale del porto ha chiesto che quell’ordinanza venga revocata o almeno rettificata. Il nuovo direttore del porto, Matteo Ratti, contesta il metodo con cui il Comune, attraverso l’ordinanza emessa dall’architetto Stefania Marcellini, responsabile del settore pianificazione, ha stabilito le norme da seguire per la gestione della diga foranea del Cala de’ Medici in caso di maltempo. L’ordinanza, lo ricordiamo, con condizioni meteo sfavorevoli prevede la chiusura della diga a pedoni e mezzi e il trasferimento delle barche. Ratti interviene principalmente su quest’ultimo punto. «Contesto la metodologia - dice l’ad del porto - con cui è stato emesso questo atto. Dal 2004 esiste una commissione di vigilanza (formata da Comune, Genio civile, agenzia del Demanio e dal compartimento marittimo di Livorno) che si occupa di questi aspetti». Ratti spiega che l’ordinanza è diversa da quella prevista appunto nel 2004 dalla Capitaneria di porto che ordina, come spiega Ratti, «in caso di maltempo e onde pericolose, di allontanare le barche dalla diga, vale a dire di allungare la cima perché non siano troppo vicine alla banchina. Non è certo previsto di trasferirle, anche perché non sarebbe possibile, dato che nelle altre zone del porto non ci sono posti per imbarcazioni grandi. Per variare queste regola, al limite, dovrebbe riunirsi la commissione di vigilanza».(a.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino