Il Tirreno

Ricordi e aneddoti all’ombra delle ciminiere Solvay

di Federica Lessi
Ricordi e aneddoti all’ombra delle ciminiere Solvay

Esposte al Pasquini 40 tavole a fumetti di Stefano Casini Dalla fabbrica alla guerra: il libro in edicola col Tirreno

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ROSIGNANO. Ci sono immagini impresse nella memoria di generazioni: il fiume di operai che esce in bicicletta dalla Solvay, i partigiani uccisi dai tedeschi esposti in piazza Garibaldi a Vada, l’arrivo degli americani sui carri armati.

A queste si mescolano aneddoti della vita quotidiana, il vissuto di persone semplici che hanno assistito a fatti epocali sul ciglio di strade di campagna.

L’ultimo libro del disegnatore Stefano Casini “Di altre storie e di altri eroi” (Tenué) racconta anche la loro storia filtrata dai racconti che affollano la mente di un ragazzino: lui. Tavole dai colori dorati, divise in capitoli evocativi di fatti indelebili, permettono di rivivere in flash back un’epoca recente che ha segnato il territorio e danno modo all’autore di riannodare i fili del passato - la famiglia che viveva in località “Il querciolo”, il nonno dipendente Solvay, il padre scampato alla guerra, il cugino “diverso” - per consegnarlo alla generazione del futuro.

Una serie di 40 tavole è esposta fino al 6 maggio alla Virgola del Pasquini nella mostra “Di altre storie e di altri eroi”, promossa dal Comune di Rosignano.

Il percorso in tre sezioni, dedicate a tre nuclei dell’albo – la guerra, lo stabilimento Solvay e il vissuto dell’autore – permette di godere di immagini dai tratti raffinati con soggetti che appartengono al paesaggio rosignanese, dalle ciminiere ormai icona e simbolo di questa porzione del territorio, alle scuole “Fattori”, dal teatro al cavalcavia del Tripesce e la strada verso la campagna.

Su questo sterrato quasi cinquant’anni fa Casini inizia a raccontare la storia della sua famiglia, con vicende che si intrecciano alla storia locale e a quella con la S maiuscola.

«E’ il tentativo di raccontare ai miei figli da dove provengono, un modo per cercare di fissare su carta il nostro passato perché non se ne perda memoria – afferma - un passato anche fatto di episodi di piccolo conto, di situazioni non influenti nel grande corso della storia, e vissute in modo marginale, ma significativo».

Ecco Melindo, il venditore ambulante di biancheria, il nonno di Casini, che riceve a Bruxelles da re Baldovino la medaglia al lavoro per gli operai Solvay, il maestro Salvestrini.

A questi si mescolano nella semplicità della vita quotidiana figure più celebri come il partigiano Rino Pachetti, medaglia d’oro al valore militare e guardia del corpo di Enrico Mattei. Tutto è rielaborato nei ricordi dell’autore, bambino con la passione per i fumetti e il talento per il disegno, poi giovane uomo.

«La mia presenza nel racconto è funzionale alla contestualizzazione delle storie – spiega – indica i motivi e le emozioni che hanno fatto vivere i racconti stessi, con l’energia e la curiosità dovuti ai riferimenti dei tempi in cui sono stati vissuti».

Il volume di cui Casini firma soggetto, sceneggiatura, disegni, colore e lettering, sarà in edicola il 24 aprile con Il Tirreno.

La mostra, per chiunque fosse interessato a visitarla, è aperta venerdì (ore 15,30-19), sabato, domenica e festivi (ore 10,30-13 e 15,30-19) con ingresso libero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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