Il Tirreno

«Nessun accordo, Neri onori gli impegni»

«Nessun accordo, Neri onori gli impegni»

Franchi e Pia replicano alla accuse: «Sorpresi e offesi. A carico del Comune solo 2500 euro, lui paghi il canone»

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ROSIGNANO. Sorpresi, amareggiati, offesi. Alessandro Franchi e Margherita Pia, sindaco e assessore all’Urbanistica di Rosignano, si definiscono così all’indomani delle clamorose accuse che Marco Neri, gestore del Tennis Club di Castiglioncello, ha lanciato nei confronti dell’amministrazione comunale ritenuta responsabile di non aver rispettato accordi sull’investimento in pineta Marradi. In sostanza di non aver corrisposto soldi per una parte di lavori eseguiiti sulla struttura, inguaiando di fatto l’imprenditore. «Quella di Neri - risponde subito Franchi - è una ricostruzione non vera e di parte. Non c’è stato alcun patto da rispettare ma semplicemente Neri doveva mantenere gli impegni presi e sottoscritti nella convenzione stipulata col Comune». Il sindaco ricorda la vicenda. Siamo a settembre 2011 quando gli assegnatari del locale (D’Andrea) risolvono il contratto dopo aver vinto il bando pubblicato nel 2008.

«Da allora decidiamo di attingere dalla graduatoria - spiega Franchi - e siccome il secondo classificato rinuncia, viene contattato il signor Neri che dà la propria disponibilità a gestire la struttura». L’imprenditore, nel suo atto di accusa, ritiene di aver ereditato un immobile in pessime condizioni. Franchi risponde: «Neri aveva visto perfettamente le condizioni in cui si trovava il Tennis ed ha firmato la convenzione, tanto che nel maggio 2012 l’immobile gli è stato affidato alle stesse condizioni previste dal bando 2008». E poi si entra nella parte economica. Col supporto della dottoressa Silvestri,dirigente del settore Promozione del Territorio, mostra un documento in cui è contenuto il programma di investimento di Neri che ammonta a 130mila euro sulle attrezzature e circa 100mila euro sull’immobile. «E in questo documento - dice il sindaco - è ben spiegato che tipo di interventi deve fare». «L’11 settembre 2012 Neri ci fa presente che ci sono maggiori costi per adeguamento della struttura e chiede che questo vada a scalare sul computo del canone d’affitto. Dichiara di aver speso 32mila euro per la struttura e 73mila euro per le attrezzature. Noi ribadiamo, come spiegano gli uffici, che lo scomputo è previsto esclusivamente in caso di interventi straordinari sull’edificio o per danni da eventi calamitosi. Ciò nonostante Neri ci chiede di sospendere il canone nel dicembre 2012». Canone annuo che è di 20.500 euro ma che lui deve pagare, il primo anno, solo per sette mesi, da quando prende in gestione la struttura. In sostanza 12.500 euro più Iva. Franchi e Pia sottolineano come, di fronte alla richiesta di Neri, si dispone una verifica. E qui l’assessore Pia entra nel merito: «Ho dato la disponibilità ad una verifica da parte degli uffici, spiegando a Neri quello che era suo legittimo diritto fare». Ma nessun accordo con lui, precisa Pia. Tanto è vero che - riferiscono gli amministratori - la verifica compiuta dai Lavori Pubblici «riconosce a carico dell’amministrazione, per gli interventi fatti da Neri, un onero di 2500 euro più Iva». «Introito - afferma Franchi - che viene sottratto dal canone». «Come si vede -chiudono Franchi e Pia- è Neri che al momento deve pagare il canone al Comune (scaduto il 27 febbraio). Noi non dobbiamo niente». E informano di aver dato mandato ai propri legali di valutare se ci sono gli estremi per una querela. «Per tutelare l’immagine dell’amministrazione e la nostra», spiegano.

Andrea Rocchi

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