Il Tirreno

Ecomar raddoppia 100mila tonnellate di rifiuti da trattare

Ecomar raddoppia 100mila tonnellate di rifiuti da trattare

Attivata la procedura di “Via” per aumentare i lavorati Chiesto il nulla-osta alla Provincia, ora le osservazioni

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VADA. Raddoppiare il quantitativo di rifiuti da trattare all’interno dell’impianto - da 50mila a 100mila tonnellate annue, includendo un maggior numero di tipologie di prodotti da accogliere.

Questa, in estrema sintesi, la richiesta presentata da Ecomar Italia per quanto riguarda l’impianto in località Polveroni, a Vada.

La proposta di Ecomar, che tratta principalmente rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, è stata inviata alla Provincia di Livorno, competente in materia di difesa del suolo. L’azienda ha infatti attivato la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale) per modificare l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Una modifica che implica l’incremento dell’attività della struttura ai Polveroni, come si legge nella sintesi non tecnica che Ecomar ha presentato all’ente provinciale. Si tratta di variazioni che, come spiegato nel documento, «intendono permettere un utilizzo maggiormente efficiente dell’impianto stesso, oggi ritenuto sottodimesionato rispetto alle potenzialità impiantistiche e dell’esperienza e professionalità delle risorse umane operanti».

Nella scheda inviata in Provincia vengono riportate le variazioni che Ecomar vuole apportare all’impianto. Prima di tutto aumento della potenzialità di trattamento dell’impianto. In una tabella viene specificato che ad oggi a Vada vengono trattate 50mila tonnellate all’anno di rifiuti, che Ecomar chiede di raddoppiare. Inoltre la società chiede di passare dalle attuali 35mila tonnellate di rifiuti pericolosi trattati a 40mila, 20mila dei quali saranno liquidi (finora non trattati nell’impianto).

È ovvio che il raddoppio delle quantità di rifiuti in arrivo ai Polveroni comporteranno cambiamenti anche nell’organizzazione del lavoro all’interno dell’impianto. Ecomar, sempre nella scheda tecnica precisa che «l’aumento dei flussi non richiederà nessuna modifica impiantistica, ma solo un aumento della frequenza dei trattamenti». Non solo, la società prevede che l’aumento dei materiali da trattare «richieda un’estensione dell’orario di lavoro a 9 ore giornaliere dalle 8,5 attuali, da soddisfare con turni straordinari a rotazione del personale».

Ecomar, nella relazione non tecnica inviata in Provincia, propone inoltre «la revisione dell’elenco e l’introduzione di nuovi codici di rifiuti e l’aumento delle potenzialità di stoccaggio».

Per questo progetto di raddoppio dell’attività Ecomar ha attivato una procedura di Via che di certo non passerà inosservata ai residenti dei Polveroni. Negli ultimi anni, infatti i cittadini della zona si sono battuti per chiedere una delocalizzazione dell’azienda di trattamento rifiuti. Intanto, sul sito della Provincia (competente in materia) sono presenti i documenti relativi alla procedura di Via, per la quale, come ricorda il Comune di Rosignano, è possibile presentare osservazioni entro 60 giorni dall’attivazione.

Anna Cecchini

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