Il Tirreno

Doc Bolgheri, Incisa passa il testimone a Zileri dal Verme

di Divina Vitale
Doc Bolgheri, Incisa passa il testimone a Zileri dal Verme

Dopo diciotto anni il marchese lascia il consorzio del vino Il neo eletto: «Il futuro? Ricevere i clienti nelle cantine»

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BOLGHERI. Tra due anni avrebbe festeggiato vent’anni di presidenza di uno consorzi più importanti della produzione vitivinicola mondiale: la doc Bolgheri (la doc rossa arriva nel 1994 mentre nel 1995 viene ufficialmente fondato il consorzio che oggi rappresenta 38 aziende per circa 1100 ettari). Il marchese Nicolò Incisa della Rocchetta però ha deciso di passare il testimone, alla scadenza dei tre anni del direttivo, e in consiglio entrerà la figlia Priscilla. Al suo posto, in qualità di presidente, subentra Federico Zileri dal Verme, fiorentino, classe ’62, anche lui legato al territorio da storiche parentele con i della Gherardesca, con la famiglia proprietario del Castello di Bolgheri e dell’omonima azienda agricola, nonché direttore della Tenuta Argentiera (proprietà dei fratelli Fratini).

La grande novità sta però nella presenza di quote rosa ai vertici con l’elezione per la prima volta di una donna in qualità di vicepresidente: Cinzia Merli (le Macchiole) accanto ad Antonino Tringali Casanuova. E arriva anche un consiglio misto composto da “saggi” come Michele Satta, Claudio Palchetti per Antinori, Leonardo Raspini per Ornellaia, la lady veneta Marilisa Allegrini per Poggio al Tesoro e la nuova generazione di vignaioli, Giorgio Meletti Cavallari, Martina Chiappini, Iacopo Alfeo. «Non sarò un presidente da salotti – dice Federico Zileri – Bolgheri ancora non è molto conosciuta come può sembrare, soprattutto in Italia. E non è una moda ma una realtà, un territorio di sostanza dove si lavora per alti standard e dobbiamo imparare a comunicare di più e meglio.

I giovani sono fondamentali in questo percorso, sanno operare e mettersi in gioco. Sono pietre preziose con tante conoscenze: molti sono agronomi, enologi e conoscono le operazioni di marketing. L’obiettivo fondamentale resta la tutela attraverso un monitoraggio continuo sulle superfici e le etichette». Nel 2012 il Consorzio ha prodotto 4 milioni di bottiglie (doc rosso-rosato e bianco), non contando l’Igt. Il potenziale sarebbe di 6 milioni e mezzo. «Non si può dire che va tutto benissimo - continua Zileri- ci stiamo dando molto da fare, ma di vini in esubero in cantina ce ne sono. Oggi più che mai ricevere i clienti in cantina è imprescindibile, la formula del produttore che versa vino dietro il banco non funziona più, fermo restando il valore di fiere come Vinitaly o altre del settore. Serve però approfondire, promuovere percorsi nei luoghi di produzione con professionisti che fanno l’accoglienza e parlano le lingue straniere».

«Cercherò infine - conclude Zileri - di proseguire il cammino avviato e portato avanti per lungo tempo dal marchese Incisa, che ha sempre dimostrato grande attenzione al territorio e la volontà di rappresentare tutti, uniti. Per fortuna tra noi non c’è invidia ma spirito di collaborazione. Lo stile dei nostri vini ci differenzia, pur rendendoci parte di una grande famiglia. Il marchese resterà sempre presente come punto di riferimento e guida per tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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