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I sindaci uniti: «Non toccate il 118 e i posti letto»
Tagli della Regione, un documento a Rossi e Marroni Ecco cosa deve restare nell’ospedale di Cecina
CECINA. C’è chi lo chiama il nostro piccolo Pal, il piano sanitario locale che manca da 12 anni. C’è chi lo definisce un “avviso ai naviganti”, della serie: l’ospedale deve restare con questi livelli di assistenza, altrimenti siamo pronti a far battaglia. C’è chi più modestamente lo ritiene un documento in cui si fissano le soglie minime dei servizi sanitari osapedalieri e territoriali, sotto le quali non si può scendere. E’ evidente che questa mozione per punti che i sindaci della Bassa Val di Cecina hanno prodotto (e che illustreranno domani in una conferenza stampa) è davvero l’ultimo treno. Un piano che sarà inviato al governatore Rossi, all’assessore alla Salute Marroni e al direttore generale dell’Asl 6 Calamai, ma che sarà condiviso con istituzioni e associazioni.
E tardi? Per i sindaci no. Per i sindacati della sanità - che martedì scorso hanno avuto parole dure nei confronti degli amministratori locali dopo l’incontro di Area Vasta- sì, si è perso tempo. Stefano Benedetti, sindaco di Cecina, a proposito risponde: «Io non sono stato invitato a questa riunione». E più in generale i sindaci rimandano al mittente le accuse. Ieri mattina, intanto, Benedetti ha ricevuto alcuni rappresentanti del comitato Pro Ospedale che recentemente hanno organizzato l’incontro con la commissione regionale sanità. Fu in quell’occasione che anche la commissione chiese un elenco per punti dei problemi dell’ospedale cecinese. Sindaci e comitato hanno collaborato alla stesura di questo documento.
Bocche cucite sul contenuto. Siamo tuttavia in grado di anticipare punti e voci su cui si articola il piano. Si parla di area chirurgica, ortopedica, materno infantile, cardiologia e terapia intensiva, diagnostica per immagini, liste d’attesa e rapporti col territorio. Nel testo si affrontano anche due problemi che hanno investito, in questi giorni, l’area della Bassa Val di Cecina e sono relativi alla riorganizzazione del Dipartimento di Emergenza-Urgenza su base d’area vasta che prevede una centrale unica (quasi certamente Viareggio) e la riduzione di una serie di punti di emergenza territoriale. Uno sarà tra Cecina e Rosignano. Su questo i sindaci chiedono il mantenimenti di entrambe le postazioni di 118.
Altro capitolo su cui non sono ammessi tagli è quello dei posti letto. Dal 2011 ad oggi l’ospedale di Cecina ha perso 72 letti per i ricoveri. La riorganizzazione per intensità di cure ha favorito questo processo. «Abbiamo già dato», ribadiscono i sindaci. Che difendono poi alcune peculiarità dell’ospedale: un area materno infantile con buoni numeri (è arrivata a produrre 900 parti all’anno, oggi un po’ calati). L’area ex Utic e cardiologia che deve essere potenziata nel monitoraggio per i non acuti. Si chiedono risorse per il pronto soccorso, correttivi per le liste d’attesa (inaccettabili 9 mesi per un’ecografia). Oltre ad una serie di impegni per la sanità territoriale. I sindacati hanno già detto che saranno tagli pesanti per l’Asl 6, l’assessore regionale Marroni ha risposto che non è deciso nulla. I sindaci presentano 12 anni dopo il loro Pal. Vedremo.
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