Il Tirreno

Il luglio caldo della Tares I rifiuti costano il 15% in più

di Gianni Parrini
Il luglio caldo della Tares I rifiuti costano il 15% in più

In estate la prima rata della nuova tassa: 30 centesimi in più al metro quadro Il sindaco Benedetti tranquillizza: «Qui rincari più contenuti che in altri Comuni»

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CECINA. Sarà il luglio caldo (e salato) della Tares. In molti avevano sperato che il governo rimandasse l'applicazione della nuova tassa sui rifiuti ma l'esecutivo targato Monti, che fino ad oggi non ha brillato per magnanimità e capacità di ascolto, ha deciso di mantenere in vigore le novità già calendarizzate. E così, a partire dal settimo mese dell'anno, il nuovo tributo farà il suo debutto in sostituzione della Tia (o della Tarsu) portando aumenti fino al 15% rispetto a quanto sino a oggi veniva pagato da famiglie e imprese per lo sporco prodotto.

Cosa cambia con la nuova tassa. Anche a Cecina c'è preoccupazione per il debutto del nuovo tributo che andrà a sostituire la vecchia Tia2, la tariffa di igiene ambientale. Ma la preoccupazione è più contenuta rispetto a Comuni (ad esempio Rosignano) dove i conti con i rifiuti si fanno ancora in termini di Tarsu. Vediamo perché. Gli aumenti previsti dalla Tares sono di due tipi: la norma prevede un rincaro di 30 centesimi a metro quadro per finanziare i cosiddetti "servizi indivisibili", ad esempio la manutenzione delle strade e l'illuminazione pubblica. In pratica, per un appartamento di 100 metri quadri per i quali prima si pagava un euro al metro, adesso si pagherà 1,30 euro. Il secondo aspetto riguarda i costi del servizio: la Tares dovrà coprire il 100% delle spese sostenute per raccolta e smaltimento dei rifiuti. «Ma qui a Cecina questo secondo aspetto avrà un peso molto limitato - spiega il sindaco Stefano Benedetti - Sin dal 2002 il nostro Comune ha abbandonato la Tarsu per la Tia e quest'ultima prevede già la copertura totale dei costi del servizio. Un piccolo rincaro su questo fronte ci potrà essere, ma solo per quanto riguarda l’adeguamento dell'indice Istat e un aumento del costo del servizio. Saremo sul 4-5%, ora è difficile dirlo».

Gli aumenti. Nel complesso, dunque, il rincaro in bolletta per i cecinesi non dovrebbe superare il 10-15%. Male, ma non malissimo. Le cose, infatti, sarebbero andate molto peggio se il salto fosse stato doppio: cioè dalla Tarsu alla Tares. I Comuni che ancora applicano la vecchia tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani avranno rincari molto più pesanti, che nel caso degli esercizi commerciali sfiorano percentuali a tre cifre. La Tarsu infatti copre solo parte dei costi del servizio. Da questo punto di vista gli amministratori cecinesi sono stati (tra i pochi) previdenti: il passaggio per tempo alla Tia ha consentito loro di spalmare gli aumenti in maniera graduale e su un periodo più lungo. Non lo hanno fatto in molti: su 8.100 Comuni presenti in Italia, solo 1.400 applicano la tariffa di igiene ambientale. Un ulteriore aumento previsto dalla Tares è stato scongiurato dalle decisioni dell'amministrazione: «I Comuni - prosegue il primo cittadino - hanno facoltà di maggiorare di altri 10 centesimi al metro quadro (in aggiunta ai 30 obbligatori) la parte dell'imposta che andrà a finanziare i servizi indivisibili. A Cecina abbiamo deciso di non sfruttare tale opzione».

I problemi. Ma sulla nuova tassa aleggiano ancora molti punti interrogativi. «Il parlamento avrebbe dovuto emanare un regolamento che dettava le linee guida sul come calcolare la distribuzione del carico su famiglie ed esercizi commerciali – spiega Benedetti – Ma il documento per il momento non è arrivato. Pertanto, se non intervengono novità, credo che per quest'anno andremo avanti con il regolamento Tia, a cui ci sarà da aggiungere solo l'aumento di 30 centesimi a metro quadro».

Ma le incertezze non finiscono qui: inizialmente la base imponibile della Tares sarà calcolata sulle superfici dichiarate fino alla scorso anno per la Tia. Questo fin quando non verranno allineate le banche dati catastali con quelle comunali (giorni fa l'Agenzia delle entrate ha messo a disposizione delle amministrazioni le planimetrie). Da quel momento la tassa avrà un imponibile pari all'80% della superficie catastale dell'immobile. «Inoltre – conclude Benedetti – non si è capito se i 30 centesimi in più dovranno essere applicati anche alle aree scoperte. In sostanza, un capannone con un piazzale oggi paga la Tia solo sui metri quadri della superficie coperta. Può darsi che in futuro debba pagare anche sulla metratura del piazzale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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