Il sindaco Pellegrini «Il Cup è una bolgia 3 ore e mezzo in fila»
CECINA. Tre ore e mezzo in fila, in quella che definisce "una bolgia", per farsi dare una nuova tessera sanitaria. A testare in pronta presa come funziona lo sportello di prenotazione visite ed esami...
CECINA. Tre ore e mezzo in fila, in quella che definisce "una bolgia", per farsi dare una nuova tessera sanitaria. A testare in pronta presa come funziona lo sportello di prenotazione visite ed esami dell'ospedale di Cecina è stato il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini. «Per la verita non è la prima volta che devo recarmi allo sportello prenotazioni – dice – ma una situazione come quella trovata questa mattina (ieri, ndr) non mi era mai capitata. Sapevo che a marzo ci sarebbero stati problemi, mi auguro che non si vada a finire peggio di così». E pensare che ieri mattina Pellegrini si era recato in ospedale per farsi cambiare la tessera sanitaria e ritirare la nuova: una pratica amministrativa, roba di 2 minuti massimo. Invece...
«Invece avevo il numero 216 – racconta – e nella sala c'era tantissima gente. Ho aspettato con pazienza ma alla fine sono uscito dall'ospedale alle 11,45. Devo dire che il personale si dà da fare, è preparato e gentile. È l'organizzazione del servizio che non funziona. Ci sono praticamente tre sportelli perché un altro, il quarto, è interamente dedicato a chi deve scegliere il medico di famiglia o il pediatra. E lunghe file in attesa del proprio turno».
Il sindaco di Montescudaio ha postato la sua esperienza al Cup cecinese anche su Facebook. «Ora capisco perché galoppa l'antipolitica – afferma – se non riusciamo a dare risposte ai cittadini...».
Pellegrini, sulla stato dei servizi sanitari cecinesi, non le ha mai mandate a dire. In passato ha denunciato i tempi di attesa per certi esami e visite (i 9 mesi per una mammografia, gli 8 per una risonanza) definendoli "una vergogna". E durante l'audizione della quarta commissione regionale sulla sanità era uscito sbottando: «Basta, non parteciperò più a tavoli istituzionali con la Regione».
Ritenendo, questi incontri, del tutto inconcludenti. Ieri ha vissuto personalmente la situazione Cup (un centro unico che fa registrare punte massime di 600 accessi al giorno). E il disagio di aspettare oltre tre ore per una risposta. «È una situazione indecente, mi auguro si trovino soluzioni. Non è giusto che un cittadino debba prendere un giorno di permesso da lavoro per recarsi al Cup». Soluzioni? «Si studino. Quello che è certo è che oggi al Cup si fa di tutto. E questo non va bene». Togliere alcune pratiche amministrative sarebbe già un passo avanti.
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