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«Addio ai medici sulle ambulanze»

«Addio ai medici sulle ambulanze»

L’allarme dello Smi: «Esistono due punti emergenza, uno a Rosignano e l’altro a Cecina. Uno dei due destinato a sparire»

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ROSIGNANO. A rischio i medici del 118, quelli attivi sulle ambulanze che vengono chiamate in caso di emergenza. A lanciare l’allarme è lo Smi (Sindacato medici italiani), che avverte come la riorganizzazione del sistema sanitario territoriale oltre a prevedere il taglio delle guardie mediche porterà anche un forte decremento dei Pet (punti di emergenza territoriale) gestiti dalle varie società di assistenza. In pratica, secondo lo Smi, dei due punti di emergenza presenti nella zona della Bassa val di Cecina, uno a Rosignano e l’altro a Cecina, ne resterà uno soltanto. «Con ovvie difficoltà - dice Nicola Marini, segretario provinciale dello Smi - per i professionisti e ovviamente per i cittadini. Perché è chiaro che se il 118 riceverà più chiamate urgenti contemporaneamente nelle due zone di Rosignano e Cecina e il medico attivo sulle ambulanze sarà uno solo, sarà difficile garantire l’adeguata assistenza a tutti i pazienti».

La nuova sanità territoriale. Entra nel vivo la riorganizzazione del sistema sanitario. Entro la fine di aprile, infatti, le Asl dovranno stabilire quante Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) nasceranno nelle varie zone. Ogni Aft riunirà un gruppo di medici di base e di medici di continuità assistenziale (ex guardia medica), che saranno attivi dalle 8 alle 24 nei giorni feriali. Ancora incerto il numero di Aft che nasceranno sul territorio dell’Asl 6. Lo Smi parla di un totale di 16 Aft («6 a Livorno, 5 in Bassa val di Cecina, 4 in Val di Cornia e 1 all’Elba», spiega Marini), mentre la Fimmg sottolinea come la nuova norma preveda che ogni aggregazione abbia circa 30mila abitanti. Evidente che le 5 ipotizzate per la Bassa val di Cecina sarebbero troppe. «Ora - dice Gianfranco De Feo, della Fimmg - nella nostra zona esistono tre distretti sanitari (Cecina, Rosignano e Donoratico), potrebbero restare gli stessi anche se Donoratico conta solo 9mila abitanti quindi non potrà avere un’Aft autonoma. Per non parlare del fatto che in estate la zona passa da 70mila a 200mila abitanti, cosa che dovrà essere tenuta in conto nella creazione delle Aft».

Tagli ai medici sulle ambulanze. La riforma della sanità con la nascita delle Aft prevede l’azzeramento del servizio di guardia medica notturna (i professionisti della continuità assistenziale confluiranno, come detto, in queste nuove aggregazioni). Ciò significa che dalle 24 alle 8 i cittadini con problemi di salute dovranno rivolgersi al 118, che ha una centrale operativa a Livorno e una serie di punti di emergenza territoriale, gestiti dalle società di soccorso, dove sono attivi medici nominati dall’Asl.

«Che sia in atto - spiega Raffaele Gaudio, segretario regionale dello Smi - una dieta dimagrante dei punti di emergenza è evidente: basti pensare che a livello regionale due anni fa erano 136, mentre adesso se ne contano poco più di 100». Gaudio fornisce ipotesi di tagli anche a livello locale: «A Livorno - dice il segretario regionale dello Smi - esistono 4 punti di emergenza: due nel centro città gestiti da Svs e Misericordia, uno a Collesalvetti attivo 12 ore e gestito dalla pubblica assistenza e uno per la zona sud, attivo 12 ore al giorno grazie alle Misericordie di Antignano e Montenero che operano con rotazione di sei mesi. Ecco, sembra che proprio questo punto nella zona sud della città potrebbe essere tagliato».

Ugualmente, secondo lo Smi, per il territorio della provincia. «Uno dei due punti emergenza tra Cecina e Rosignano è a rischio, come del resto uno dei due tra Val di Cornia e Piombino», dice Marini. «Questi tagli - termina Gaudio - non dipendono fra l’altro dalle singole Asl, ma vengono concertati in sede di area vasta, che dovrà stabilire le piante organiche per i punti emergenza».

La Fimmg getta acqua sul fuoco e fa sapere che «se una riorganizzazione dovrà esserci sarà graduale, dato che il nuovo sistema sanitario dovrà essere attivo nel 2015. Per ora restano le guardie mediche e il 118, poi i cambiamenti saranno fatti nel corso del tempo».

Anna Cecchini

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