Pochi soldi, supermercati e mentalità da bottegai
CECINA. La colpa della crisi a Cecina? La crisi stessa, o la zona blu, o i supermercati. O la mentalità da bottegai. Tra i commentatori del nostro sito c’è chi, come Daniele Raddino, punta non...
CECINA. La colpa della crisi a Cecina? La crisi stessa, o la zona blu, o i supermercati. O la mentalità da bottegai. Tra i commentatori del nostro sito c’è chi, come Daniele Raddino, punta non tanto sul desiderio di parcheggiare quanto «su una questione di viabilità. Se chi guida non è pratico di Cecina rischia di fare un giro inutilmente lungo solo per girare intorno alla piazza. Io farei una cosa tipo riapertura della viabilità dal lunedì al sabato e chiusura al traffico la domenica».
Alessandra Martinelli invece se la prende con «la gente che continua a voler parcheggiare a 10 metri dal centro! I parcheggi ci sono, basta avere voglia di fare 10 minuti a piedi!». Alessandro Candela scrive che «è un po’ come i genitori che portano i figli a scuola e che se avessero l'opportunità entrerebbero con la macchina nelle classi dei bimbi».
Per Nunzia Proietti, presidente dell’associazione Haccompagnami, «è già grave proporre una cosa del genere, insegnate alla gente che le gambe servono per camminare, fa bene alla salute».
Pasquale Castaldo offre un altro punto di vista: «La verità è la crisi e i prezzi altissimi del centro, alcuni negozi di scarpe a 190 euro. Vi sembra che il problema è il parcheggio? O maglie a 180 euro...».
Anche per Thomas Cherubini «quei negozi che vendono roba a prezzi di lusso servono poco. Il centro di Cecina non sarà mai il centro di Milano, Roma o Firenze».
Per Tullio Pistacchi «Cecina ha avuto il declino dopo l'apertura della variante Aurelia, ricordo bene perché avevo il ristorante "Antico ponte", eravamo sempre pieni e dopo l'apertura si era ridotto del 60%.».
Secondo Claudio Filippi invece «il problema sono i commercianti che (a parte poche eccezioni) non si sono evoluti e sono rimasti i soliti bottegai di 50 anni fa quando non c'era molta concorrenza e soprattutto non esistevano i supermercati e gli ipermercati».
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