Più peso sul territorio per il credito cooperativo
Apre in via Amendola la filiale di Banca Cras, 3 dipendenti e sportello consulenze Il gruppo illustra i numeri: 903 milioni di raccolta e 64 di patrimonio netto
CECINA. Più peso del credito cooperativo nel tessuto economico cecinese. Oggi alle 17,30 è prevista l’inaugurazione della nuova filiale (la prima in città, la terza in provincia) della Banca Cras, credito cooperativo Chianciano Terme-Costa Etrusca-Sovicille, ormai una realtà nel panorama del credito cooperativo toscano. Parlano i numeri, aggiornati a fine anno: una raccolta complessiva di 903 milioni di euro, impieghi alla clientela per 529 milioni ed un patrimonio netto 64 milioni.
Numeri importanti per Banca Cras che conta già su 250 soci e che ha deciso di valorizzare la propria presenza nella provincia di Livorno (è già attiva a Siena, Grosseto e Pisa con 23 sportelli e quattro uffici banca-assicurazioni) con l’apertura della nuova filiale cecinese in via Amendola. Taglio del nastro alle 17,30 nel nuovo ufficio cittadino. Si tratta di una filiale innovativa con lo spazio Real Banking CraSelf uno sportello virtuale attraverso il quale soci e clienti potranno entrare in contatto diretto con gli specialisti della direzione generale senza allontanarsi da Cecina. A questa soluzione innovativa, già presente nella filiale di Livorno, si aggiunge l'Atm "intelligente" che consente di eseguire non solo operazioni di prelievo ma anche di versamento assegni e contati in ogni momento della giornata. La filiale sarà operativa con 3 dipendenti a partire dal 18 marzo. Dopo l’inaugurazione alle presenza delle autorità locali seguira una conviviale alla Buca del Gatto a cui parteciperanno circa 400 soci del gruppo. Il cda di Banca Cras ha deliberato un plafond di 15.000.000 euro per mutui per l'acquisto e la ristrutturazione della prima casa, una parte delle somme messe a disposizione sono dedicate ai mutui per le giovani coppie.
«La responsabilità sociale di impresa - dichiara il presidente di Banca Cras Florio Faccendi, insita nell'origine stessa del credito cooperativo ci impone di pensare a soluzioni che consentano di supportare i nostri territori di competenza anche in un momento cosi complesso per l'economia. Non abbiamo mai interrotto il flusso del credito verso famiglie ed imprese, anche se con la prudenza che ci impone il nostro ruolo per la responsabilità verso soci e depositanti. Il nostro intervento ovviamente non è risolutivo, ma vuole essere un piccolo contributo per una futura ripresa». Per il direttore generale Umberto Giubboni "la fiducia che soci e clienti hanno dato e stanno dando alla banca deve essere necessariamente trasformata in fiducia per l'economia dei territori di riferimento. Questa fiducia si trasforma in redditività e solidità. Infatti, oltre ai plafond annunciati, altre iniziative stanno per diventare operative sia per i depositanti sia per nuovi plafond per il credito al consumo che consentiranno - con rate contenute e scelte dal cliente - di accedere al finanziamento per l'auto, elettrodomestici, mobilio etc”.
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