Per Sofia solo un’infusione La famiglia chiede tutta la cura
ROSIGNANO. Sofia ha fatto la seconda infusione, ma l’ospedale di Brescia le nega il resto della cura (le infusioni di staminali sono 5). La bimba affetta da leucodistrofia metacromatica ieri è stata...
ROSIGNANO. Sofia ha fatto la seconda infusione, ma l’ospedale di Brescia le nega il resto della cura (le infusioni di staminali sono 5). La bimba affetta da leucodistrofia metacromatica ieri è stata sottoposta al secondo trattamento con le staminali, ma poi l’ospedale ha fatto sapere al legale della famiglia che «l’impegno dell'azienda è limitato al caso di Sofia e limitatamente alla seconda infusione. Tale scelta non potrà riguardare altri casi o le successive infusioni per la piccola, in mancanza di formali decisioni delle autorità sanitarie o giudiziarie». E se l’avvocato della famiglia, Giuseppe Conte, spiega che «la situazione che ci viene prospettata ripropone una inaccettabile interruzione del trattamento», la madre della bimba, Caterina, spiega l’intenzione di proseguire nel percorso legale per arrivare all’ok definitivo per l’intera cura. «Sembra tra l’altro - dice Caterina - che l’ospedale Maggiore di Milano, che il ministro della Salute aveva indicato come luogo per portare avanti il protocollo Stamina, non abbia dato la disponibilità a ospitare la terapia».
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