Il presidio
Sanità, sui tagli guerra fra sindacati
Il Fials accusa la Cgil: «Ora protestano, ma sono sempre stati d’accordo con l’Asl»
CECINA. «Mentre noi denunciavamo la mancata stesura del Piano attuativo locale per la sanità la Cgil dov’era? Firmava accordi con la direzione dell’Asl 6». Il Fials, sindacato autonomo della sanità che alle ultime elezioni è risultato il più votato tra i dipendenti, polemizza contro la Cgil, che nei giorni scorsi (come riportato sul giornale di ieri, ndr), aveva attaccato duramente i sindaci locali, per non aver impedito i tagli alla sanità locale.
«La Cgil - dice Massimo Ferrucci, segretario provinciale del Fials - chiede ai sindaci di approvare il Pal dopo che noi in piena solitudine ne avevamo lamentato l’assenza, dichiarando la necessità di impedire la concentrazione di poteri nelle mani della direzione aziendale Asl». Ferrucci insiste dicendo che la Cgil ha firmato nel 2010 l’accordo con l’azienda sanitaria che «sopra la testa di tutti, conferenza dei sindaci compresa decideva la costruzione del nuovo ospedale di Livorno, la eliminazioni di unità operative, l’applicazione del modello per intensità di cure. Questo accordo era una cambiale in bianco alla direzione Asl». Insomma, il sindacato autonomo incolpa la Cgil di aver avallato la riorganizzazione sanitaria che adesso ha portato «alla diminuzione di oltre 300 posti di lavoro, alla soppressione di unità operative a Cecina (come l’Utic) e a Livorno. In quell’accordo veniva accolta l’idea del taglio dei posti letto senza alcuna contropartita».
Ecco che il Fials accusa Cgil di «ipocrisia nel lamentarsi per la concentrazione del laboratori di analisi, dell’Anatomia e della programmazione degli interventi su Pisa».
Quanto alla richiesta di Cgil di ridurre Asl, Estav e apparati burocratici legati alla sanità, Ferrucci sottolinea che il Fials da anni si batte per questi tagli. «Da sempre - dice il segretario Fials - abbiamo perseguito la cancellazione delle Società della salute, la riduzione di Estav, la soppressione di varie direzioni aziendali in area vasta. In questo senso abbiamo promosso una petizione popolare, al contrario la Cgil ha sempre difeso questi apparati».
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