Il Tirreno

Cecina si scopre una città dei divieti

di Rino Bucci
Cecina si scopre una città dei divieti

Multe fino a 500 euro a chi appende biancheria alle finestre, lava l’auto all’aperto, scoppia petardi, gioca sotto i portici

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CECINA. Guai ad appendere la biancheria dalle finestre, ma anche a spolverare i tappeti dal balcone. Non si potrà più giocare sotto i portici come un tempo, scoppiare i petardi o lavare l’auto all’aperto (meno che mai con l’acqua delle fontane). Cade anche la più storica delle consuetudini a uso e abuso dei villeggianti domenicali: vietato prendere il posto ai tavoli in pineta «mediante apposizione di materiale vario e in assenza dell’utilizzatore».

Ecco alcune delle norme previste dalla bozza del Regolamento di polizia urbana. Di questo testo – che dovrebbe approdare nel prossimo consiglio comunale – si discute da quasi quattro anni. Ed è quantomeno necessario: l’attuale risale al 1939. Il regolamento ha subìto diversi ritardi: prima è incappato in un ping-pong tra consiglieri, poi c’è stato il cambio di assessore (da Barbato a Grosso). Le sanzioni a carico dei trasgressori varieranno dai 25 ai 500 euro. Vediamo alcune curiose novità.

Suolo pubblico. Un occhio all’estetica. Le attività che decideranno di piazzare una sedia o un tavolo sul suolo pubblico dovranno scegliere supporti «solidi, uniformi, a colori intonati e tenuti sempre puliti». Come i tendoni dei negozi saranno solo «mobili e tali da non nascondere la pubblica illuminazione». Oltre agli obblighi ci sono i divieti. Gli avventori dovranno stare attenti ai volantini; sulla questione si sta ancora discutendo ma si verso l’interdizione all’abbandono di volantini su panchine, parabrezza e stipiti di porte. Multe anche a chi si piazzerà sulle strade ad elemosinare e tolleranza zero verso chi impiegherà animali «per suscitare pietà». A colui che venisse in mente di sdraiarsi per terra, giocare sulle strade, viaggiare con pattini sotto i portici i vigili staccheranno una contravvenzione. E se come la Ekberg volevate provare un tuffo nella “Maremma assetata” (se mai ci trovaste due dita d’acqua) levatevelo pure di mente: non si potrà più né lavarsi né pulire Fido o l’utilitaria nelle fonti del Comune.

Commercio. Cecina è commercio e gran parte del regolamento si rivolge agli esercenti. I negozianti dovranno pulire il suolo dalle cicche e dal sudicio lasciato dagli avventori davanti ai loro locali. Così come gli ambulanti del martedì dovranno lasciare puliti i loro spazi al termine della giornata (pena massima la perdita del posto con ordinanza del sindaco). Le vetrine? Vanno sciacquate solo dalla chiusura fino alle 9,30 del mattino. Mentre l’arrivo di vasi e affini andrà approvato dal Comune.

Tutela del centro e riserve naturali. Sia chiaro: nei cassonetti non si buttano gli pneumatici. E i rifiuti (anche organici) non vanno lanciati dalla finestra come in “Non ci resta che piangere”. Note dolenti in pineta: sarà impossibile occupare i posti con «materiale vario» o transitare a cavallo se non al passo e lungo percorsi «stabiliti da tabellazione».

Manutenzione edifici. Fermate le persiane, ma al muro. Le imposte devono essere assicurate «mediante un fisso» per non sbattere in faccia ai malcapitati passanti. La biancheria, invece, non va stesa dalle finestre. È vietato anche sbattere, scuotere e spolverare tappeti, coperte, panni e affini.

La quiete. Per i lavori, gli operati devono martellare solo nei feriali dalle 7 alle 20. Poi, stop al trapano. C’è anche un giro di vite contro gli amanti dei bolidi col super stereo: se l’auto ha la cappotta i volumi non devono essere uditi «all’esterno dei veicoli stessi», se è decappottata la musica la possono ascoltare solo i passeggeri. E con la cuffia. Se poi vi parte l’allarme dell’auto e non lo sapete spegnere ci penserà il carrattrezzi a portare il mezzo dove non disturba (spese a carico vostro). Ricordate anche che – in sosta – il veicolo va spento e non si può sgassare.

Prostituzione. Da ultimo, il meretricio. In alcune vie o zona della città il sindaco, con un’ordinanza, potrà istituire il «divieto di fermarsi e domandare o concordare prestazioni sessuali con soggetti che per l’atteggiamento, ovvero, l’abbigliamento o il comportamento» esercitano la prostituzione per strada.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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