Omologato il materiale sviluppato al Polo Magona
Si conclude un lungo cammino che ha portato alla certificazione ufficiale del materiale composto da fibra di basalto e resina, come materiale impiegabile per la costruzione delle strutture portanti
CECINA. Si conclude un lungo cammino che ha portato alla certificazione ufficiale del materiale composto da fibra di basalto e resina, come materiale impiegabile per la costruzione delle strutture portanti, in particolare scafi, delle imbarcazioni.
L’ingegner Paolo Atanasio, direttore dell’ufficio di Livorno del Registro italiano navale (Rina), ha consegnato al cantiere navale Tripesce che ha costruito l’imbarcazione in basalto e al Consorzio polo tecnologico Magona, che ha sviluppato il nuovo materiale composito, il certificato ufficiale di omologazione.
E’ la prima volta in Italia che un simile materiale viene omologato per l’impiego nelle strutture di imbarcazioni.
In occasione della messa in mare della barca da pesca “New basalt boat” avvenuta circa un anno fa furono messi in evidenza i vantaggi, soprattutto in termini di peso, che si possono ottenere con l’uso della fibra di basalto in sostituzione della fibra di vetro.
L’attuale certificazione apre numerose opportunità di impiego di questo nuovo materiale nella costruzione di imbarcazioni da diporto e da pesca, essendo perseguibile l’obiettivo della riduzione dei fusi e dei pesi con conseguente risparmio di carburante.
Il Consorzio polo tecnologico Magona lavora da tempo su un programma di ricerca basato sullo sviluppo delle applicazioni delle fibre di basalto in settori produttivi diversi: oggi ha raggiunto un importante obiettivo, che consoliderà brevettando ulteriori nuovi impieghi nella nautica.
Il cantiere Tripesce, che ha realizzato l’imbarcazione ed ha contribuito in modo essenziale alla materializzazione delle idee di Cptm, si augura che il successo tecnico del progetto trovi un egual riscontro sul piano commerciale.
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