Italia
Il Natale di Paolo Ameruso in un letto di ospedale
«Nostro figlio è in coma ma quest’anno ci ha sorriso e il prossimo sarà a casa» La fede di Antonio, l’amore degli amici, la maglia del Milan inviata da Gattuso
CECINA. C’è un altro Natale. E’ la festa di chi non ha regali da scambiarsi davanti a un abete ma speranze da condividere, magari sottovoce e dopo una preghiera. Come i familiari e gli amici di Paolo Ameruso, il diciottenne rimasto coinvolto nell’incidente del Paratino il 14 dicembre 2011. Da quel giorno Paolo non è mai stato solo; prima i cari, poi gli amici, poi i conoscenti e poi chi non lo ha mai conosciuto si sono uniti a lui e al suo dramma. Hanno sposato la sua causa e cercato di rendersi utili in qualche modo; hanno organizzato corse, feste, concerti, gare, eventi, preghiere. Qualsiasi cosa. Paolo è ancora ricoverato nel centro di riabilitazione neurologica di Volterra dove pian piano sta progredendo verso la guarigione. Un percorso lento e difficile fatto di attese e segnali a volte impercettibili. «Il Natale – dice il padre Antonio – lo abbiamo passato con nostro figlio. La mattina siamo arrivati nel centro di riabilitazione dove è ricoverato e ci ha sorriso. Io, mia moglie e mia figlia abbiamo spento il cellulare. E abbiamo riscoperto cosa significa essere una famiglia. L’anno scorso eravamo in rianimazione, questo a Volterra, il prossimo saremo a casa».
Sia la bacheca Facebook del giovane che quella del gruppo “L’urlo di Paolo” sono state sommerse di messaggi di auguri e di speranza. Soprattutto sono stati i giovani a scrivere: i compagni di calcio, quelli della parrocchia, quelli di classe. «Sono gli stessi ragazzi che hanno riempito il duomo nella celebrazione del suo compleanno – dice Antonio – gli stessi che hanno presenziato al concerto in occasione dell’anniversario del suo incidente. E gli stessi ragazzi che ora (ieri pomeriggio, ndr) sono nella sua stanza a trovarlo». Proprio ieri una trentina di amici sono partiti da Cecina per trascorrere qualche ora con lui. Prima di Natale Paolo aveva ricevuto anche la visita del sindaco Stefano Benedetti e del consigliere Massimo Gentili. «A volte mi chiedo cosa abbiamo fatto per ricevere tutto questo supporto», dice Antonio. É arrivata anche la maglia di uno dei suoi idoli, Gennaro Gattuso. «E’ calabrese come noi e giocava nel Milan, la squadra per cui tifa Paolo», dice Antonio. Anche Gattuso avrebbe dovuto venire in visita a Volterra, poi gli impegni non sono combaciati e non se n’è fatto di nulla. «Ma la maglia è arrivata – racconta Antonio – anche per merito di Graziella del bar Iceberg a Palazzi. Si è data molto da fare». Perché come ha scritto Antonio qualche settimana fa sempre su Facebook: «Non saremo ricordati per le nostre parole, bensì per le nostre azioni».
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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