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Ecco la casa dalle mille luci sul Paratino brilla il Natale
CECINA. Se Babbo Natale dovesse scegliere una succursale cecinese alla sua casa di Rovaniemi, di sicuro sceglierebbe il Paratino. Punterebbe dritto laggiù, su quella strada fra Cecina e Bibbona. E...
CECINA. Se Babbo Natale dovesse scegliere una succursale cecinese alla sua casa di Rovaniemi, di sicuro sceglierebbe il Paratino. Punterebbe dritto laggiù, su quella strada fra Cecina e Bibbona. E poi, busserebbe a quella che ormai tutti hanno ribattezzato la “casa delle mille luci”, “la casa di Babbo Natale” o “la casa dalle renne intermittenti”. Fate voi. Non gli aprirebbe un elfo, ma un imbianchino con la passione del presepe e il Natale nel cuore. Si chiama Salvatore Sorvillo e come ogni dicembre ha addobbato la sua abitazione con ogni sorta di luce: dal tetto, sui muri, alle palme in giardino e alle finestre. Non è rimasto un centimetro libero. Le classiche ciabatte elettriche sono ovunque, per i viali chilometri di fili. Certe passioni nascono sin dall’infanzia e quella di Sorvillo è partita da Fratta Minore. «Da piccolo facevo a gara con il mio vicino di casa a chi costruiva il presepe più grande. Vincevo sempre io. Credo che sia iniziato lì il mio amore per le statuine». La passione è cresciuta con l’età ed è arrivata con lui fino a Cecina. «I primi anni abitavo in casa con mia suocera – dice – l’abitazione non era grande e il presepe lo facevo entrare dalla finestra del terrazzo». Da quando è al Paratino, invece, ha scelto un depandance della casa per piazzare le statue. «Ho iniziato a lavorarci da novembre e smonterò tutto il 30 gennaio», dice. Lo spettacolo, alla fine, è incredibile: ci sono il deserto con la sabbia, i pizzaioli che infornano le focacce, una pentola d’acqua che bolle al fuoco, il macellaio che affetta la carne, l’acqua che scorre un po’ ovunque. Il presepe si estende dal basso all’alto e nel mezzo c’è una sedia. «Serve per i bambini che bussano alla mia porta – dice – voglio che vedano con i loro occhi il presepe dall’alto e lo ammirino in ogni dettaglio». E proprio nell’anno in cui in quasi tutti i paesi le luminarie sono state ridimensionate, il signor Sorvillo ha deciso addirittura di rilanciare e comprare nuovi addobbi. «Al diavolo la crisi – dice Antonio – le feste e i bambini sono troppo importanti per rinunciare ad un appuntamento del genere. L’atmosfera è fondamentale e non mi interessa se mi arriverà qualche centinaia di euro in più in bolletta». La magia nasce con il calar del sole, quando si accende il timer e parte lo spettacolo di colori ad intermittenza: slitte che salgono verso il cielo, candele che si illuminano e Santa Claus che fa capolino. La casa si vede anche passando dalla variante Aurelia. Al punto che spesso, i viaggiatori escono e si fermano a bussare alla porta di Sorvillo.
(r.b)
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