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la protesta

«No ai tagli del personale» Sciopero della guardia medica

CECINA. Guardia medica sul piede di guerra contro la decisione dell’Asl 6 di ridurre il numero di operatori all’interno delle sedi provinciali per la continuità assistenziale. Tanto che il sindacato...

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CECINA. Guardia medica sul piede di guerra contro la decisione dell’Asl 6 di ridurre il numero di operatori all’interno delle sedi provinciali per la continuità assistenziale. Tanto che il sindacato Smi (sindacato medici italiani) ha deciso di indire per sabato prossimo, dalle 10 alle 22, lo sciopero dei medici di continuità assistenziale.

Lo scontro tra azienda sanitaria e professionisti della continuità assistenziale è cominciato poco più di un mese fa, quando alla sede dell’ex guardia medica di Livorno è arrivata una comunicazione dell’Asl 6 in cui si annunciava una rimodulazione dei turni di lavoro. Che secondo i professionisti altro non era che un taglio del personale. In pratica l’Asl ha stabilito che da gennaio, a partire dalla sede livornese dell’ex guardia medica, sarà diminuito il numero di medici per ogni turno (questi professionisti sono attivi nei giorni festivi, prefestivi e durante la notte).

Ovvio il disappunto degli operatori, che dopo un primo incontro con i vertici dell’azienda sanitaria, a metà novembre, hanno ribadito come tagliare personale alla guardia medica significasse abbassare la qualità dei servizi sanitari ai cittadini. La protesta dei professionisti di continuità assistenziale si è estesa a tutta la provincia e i medici a fine novembre hanno dichiarato lo stato di agitazione. Poi i primi di dicembre è fallita la conciliazione tra l’Asl e i sindacati. «Il Sindacato medici italiani - ha ribadito più volte Nicola Marini, segretario provinciale dello Smi - ribadisce che i tagli occupazionali del personale medico si riverseranno sugli abitanti». Non solo, lo Smi ha sempre fatto notare che il decremento di personale medico prospettato dall’Asl 6 per il settore della continuità assistenziale sarebbe in contrasto con la legge dello Stato «che fissa il rapporto ottimale medico-abitante nella misura di 1:5.000». Sempre in merito alle normative lo Smi aveva fatto notare che la decisione dell’Asl 6 era in contrasto anche con l’accordo regionale del 2008 «che al punto 9 prevede variazioni organizzative senza riduzione di posti di lavoro», ha voluto sottolineare Marini. Fatto sta che nelle settimane scorse l’Asl 6 è rimasta sulle proprie posizioni. E così lo Smi, a cui sono iscritti i professionisti della continuità assistenziale, ha deciso di dichiarare lo sciopero per sabato prossimo, dalle 10 alle 22.

Ma l’Asl 6 fa sapere che nonostante la protesta, visto l’accordo aziendale 830 del 2009, «viene comunque garantita l’apertura di tutte le postazioni di continuità assistenziale». «Di fatto veniamo precettati. Questa è una vittoria per noi - conclude Marini -, significa che il servizio è essenziale».

(a.c.)

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