I lupi hanno fatto strage nel gregge
L’attacco tra Castelnuovo e Nibbiaia. Uccise 18 pecore, disperse le altre. Il proprietario: «Ferocia mai vista»
ROSIGNANO. Ne sono state sbranate diciotto, tutte colpite alla gola. E i loro corpi sono stati ritrovati anche a molti chilometri di distanza, nei pressi di centri abitati. Strage di pecore e capre nei terreni tra Castelnuovo e Nibbiaia. Ad attaccarle, dilaniandole, con ogni probabilità è stato un branco di lupi.
Un branco ha attaccato il gregge. È successo nella notte fra sabato e domenica vicino all’agriturismo “Pian dei lupi”, situato nella macchia sul Poggio pelato, a poco più di un chilometro dalle frazioni di Nibbiaia e Castelnuovo. I proprietari hanno un allevamento di pecore, capre, maiali, cinghiali e lepri, in buona parte tenuti allo stato brado. «Il gregge - spiega Gabriele Neri, titolare del Pian dei lupi - in genere lo teniamo all’aperto, dentro un recinto». Domenica mattina appena sveglio Neri è andato a controllare le pecore, ma ha trovato il recinto vuoto. «Ho cominciato a perlustrare i terreni intorno - racconta - e ho trovato alcuni capi morti, quasi tutti azzannati alla gola».
Il titolare dell’agriturismo ha subito a sospettato che ad attaccare il suo gregge fossero stati dei lupi. Così ha contattato la polizia provinciale e anche l’Asl.
Intanto Neri ha proseguito a battere i boschi intorno all’agriturismo, per provare a rintracciare l’intero gregge. «Ho ritrovato le decine di pecore vive, che erano disperse e particolarmente spaventate - spiega ancora Neri - e sono riuscito a radunarle e a farle rifugiare al chiuso in un capannone».
Una lunga scia di pecore morte. Il problema è stato rintracciare i capi morti, perché l’allevatore ha dovuto girare in lungo e in largo attraverso i boschi. «Ho trovato una vera e propria “semina” - ricorda Neri - di pecore e capre morte, una specie di sentiero di sangue. Sono state rincorse e poi sbranate alla gola». Ancora ieri mattina, perlustrando le campagne fino a Rosignano, l’allevatore ha ritrovato alcuni capi uccisi. «La scia di sangue - dice - è stata lunghissima, gli ovini sono scappati per chilometri. Ho trovato alcune pecore sbranate fino alla zona del Chiar di luna, sopra via di Lungomonte a Rosignano, che è piuttosto vicina all’abitato».
Due giorni di ricerche. Dopo due giorni di ricerche Neri ha conteggiato che i capi uccisi sono stati almeno 18. «Sono vent’anni che abito nella zona - spiega - ed ho sempre avuto animali, una cosa del genere non era mai capitata. Ci sono sempre stati cinghiali, ma attacchi di lupi di questa portata non si sono mai verificati». L’allevatore è convinto che la strage di pecore sia opera di un branco di lupi famelici, e anche la polizia provinciale sembra propendere per questa ipotesi. Anche se sono tutt’ora in corso gli accertamenti dei veterinari dell’Asl 6. Rassicurazioni dalla polizia provinciale. «Si tratta di un episodio piuttosto serio - spiega Maurizio Trusendi, comandante della polizia provinciale -. Abbiamo fatto i dovuti accertamenti, con vari rilievi fotografici e adesso l’Asl dovrà stabilire di che tipo di predatori si tratti». Trusendi, visto anche l’allarme che si è diffuso nei mesi scorsi per la possibile presenza di una pantera nelle campagne toscane, vuole sottolineare che «l’attacco al gregge di pecore sicuramente non è opera di un felino, questo è evidente». Poi Trusendi spiega che «sui capi uccisi sono evidenti i segni di un attacco da canide, quindi potrebbe trattarsi di cani rinselvatichiti o di lupi, e noi propendiamo per questi. Ma attendiamo gli accertamenti dei veterinari dell’azienda sanitaria».
Quanto alla ferocia con cui le pecore sono state sgozzate il comandante della polizia provinciale spiega che «i predatori sono entrati in frenesia alimentare». Però Trusendi vuole rassicurare i cittadini sul fatto che «anche se si trattasse di lupi non sono animali che attaccano l’uomo, è più facile che ciò avvenga con cani rinselvatichiti, che magari possono mordere». Il comandate della polizia provinciale ipotizza anche la provenienza del branco di lupi che potrebbero aver sbranato il gregge. «Potrebbero essere alcuni esemplari - conclude Trusendi - di un branco che è stanziale nelle aree di Santa Luce».
Danni per migliaia di euro.Mentre l’Asl dovrà accertare se a compiere la strage di ovini sia stato effettivamente un branco di lupi, Gabriele Neri è preoccupato anche per il danno economico subito. «Il costo di ogni capo sbranato - spiega - è almeno di 350 euro, ciò significa che il danno immediato si aggira intorno ai 7mila euro. Ma quel che è più grave è che l’intera annata è compromessa, anche le pecore rimaste vive sono talmente spaventate che perderanno il latte. Mi sono informato e ho saputo che nel caso di attacchi di lupi non sono previsti risarcimenti, assurdo».
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