Italia
Donati laterizi stamani sit-in dei lavoratori in Provincia
ROSIGNANO. «L’adozione del piano cave non è collegata al piano industriale chiesto alla Donati laterizi». Mentre stamani a partire dalle 9,30 gli ottanta lavoratori della Donati con tanto di...
ROSIGNANO. «L’adozione del piano cave non è collegata al piano industriale chiesto alla Donati laterizi». Mentre stamani a partire dalle 9,30 gli ottanta lavoratori della Donati con tanto di striscion8 saranno davanti alla Provincia per un sit-in di protesta, il sindacalista Nicola Triolo (Fillea Cgil) spara a zero sulle istituzioni. E le accusa di non rendersi conto che con il loro comportamento stanno mettendo a repentaglio il futuro di tutti i dipendenti dell’azienda che produce mattoni e delle loro famiglie.
«Se Provincia a Comune non si muovono - sentenzia Triolo - vuol dire che si assumono la responsabilità della chiusura dell’azienda». In effetti la Donati ha annunciato che senza l’approvazione del piano cave, che le permetterebbe di avviare l’uso di una nuova zona estrattiva tra Gabbro e Nibbiaia (il Gozzone), interromperà la produzione con la metà di dicembre.
«Provincia e Comune - prosegue Triolo - hanno chiesto di vedere il piano industriale dell’azienda, poi vogliono che i cittadini di Gabbro e Nibbiaia si esprimano sull’ipotesi di aprire una nuova cava. Insomma è chiaro che le istituzioni non si prendono le loro responsabilità. Approvare un piano cave mi rendo conto che è una decisione che scotta, ma se non la prendono significa che non vogliono assummersi responsabilità».
La rabbia dei lavoratori della Donati laterizi oggi si manifesterà davanti a Palazzo Granducale, dove hanno preannunciato una protesta con tanto di striscioni. «Manifesteranno il loro dissenso - termina il rappresentate della Cgil - e poi chiederemo un incontro con agli assessori, perché sappiano quale è la vera situazione in cui si trovano questi dipendenti».
(a.c.)
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