Il Tirreno

Sanzioni, si può chiedere la sospensione

di Maria Meini
Sanzioni, si può chiedere la sospensione

Primo risultato positivo per le vittime del commercialista: l’Agenzia delle entrate dice sì alla richiesta di blocco

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CECINA. L’Agenzia regionale delle entrate ha detto sì. Che è possibile, anche in assenza di un procedimento penale in corso contro il professionista “infedele”, richiedere la sospensione delle sanzioni. A patto che sia comunque presentata denuncia.

La risposta dell’Agenzia, indirizzata al sindaco di Cecina e al prefetto di Livorno, è un primo risultato importante per il comitato dei clienti del commercialista Luca Moretti. Il gruppo di famiglie, imprenditori, artigiani, commercianti, pensionati che si sono uniti in comitato civico, chiedendo il sostegno dell’amministrazione comunale per ottenere almeno un parziale risarcimento del danno causato dal professionista cecinese, morto suicida nel luglio scorso. Gruppo che nell’arco di un mese è ulteriormente cresciuto, comprendendo una trentina di persone.

Come hanno esposto al sindaco Stefano Benedetti nell’incontro del 7 novembre - quando sono stati ricevuti a Palazzo civico - molti di loro si trovano sul lastrico: chi ha un’impresa è a rischio di fallimento, alcuni sono stati costretti a vendere un’attività o dei beni immobili o ad ipotecarli – e spesso si tratta della prima casa - per poter restituire al Fisco gli arretrati che loro malgrado hanno scoperto di non aver pagato. Alla morte del commercialista, si è aperta infatti una voragine di oltre due milioni di euro per mancati pagamenti, versamenti che i clienti hanno regolarmente effettuato ma che il commercialista non ha girato all’erario. Tasse, imposte locali, contributi pensionistici...

In media la cifra da (ri)pagare è di 70-80mila euro, ma c’è anche chi supera i 150mila. Le cartelle di Equitalia sono già notificate, e alla cifra evasa c’è da aggiungere l’onere di sanzioni e more. I truffati si erano rivolti all’Agenzia delle entrate ma la risposta finora era stata negativa. Ovvero: in assenza di un procedimento penale, impossibile da attivare per la morte del professionista (verso il quale i malcapitati dovrebbero rivalersi) la legge non prevede l’interruzione della sanzione.

Il comitato si è dunque appellato al sindaco per chiedere un sostegno da parte dell’amministrazione comunale. Nel frattempo si è rivolto anche a uno studio legale per verificare come muoversi sul piano giudiziario. Benedetti ha scritto una lettera al prefetto e ai direttori provinciale e regionale dell’Agenzia delle entrate, in cui sottolinea l’allarme sociale che questa situazione sta creando poiché mette in grave difficoltà finanziaria famiglie, negozianti e imprenditori di Cecina. Nella lettera Benedetti chiede di far riferimento al decreto legislativo 472/1997 che prevede la non punibilità del contribuente, del sostituto e del responsabile d’imposta “quando dimostrano che il pagamento non è stato eseguito per fatto denunciato all’autorità giudiziaria e addebitabile esclusivamente a terzi”. Si appella inoltre allo Statuto del contribuente - lege 212 del 2000 - il quale esclude che “l’obbligo tributario possa discendere dalla condotta delittuosa di altri”.

La risposta arriva dalla direzione regionale dell’Agenzia la quale ammette che sebbene il procedimento penale può non avere seguito, il contribuente può comunque richiedere la sospensione della riscossione delle sanzioni in base alla legge 423/1997, purché siano posti in essere i presupposti stabiliti dalla legge stessa. Vale a dire che il contribuente deve presentare l’istanza insieme alla copia della denuncia dell’illecito (effettuata all’autorità giudiziara o a un ufficiale di polizia giudiziaria ) dimostrando di aver versato al professionista le somme risultate successivamente omesse, o solo in parte o tardivamente girate al Fisco.

Positiva anche la risposta pervenuta dal prefetto di Livorno, che si è detto disponibile ad un incontro con i rappresentanti del comitato.

@mariameini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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