Lago di Santa Luce sorvegliato speciale
Comune, Provincia di Pisa e industria Solvay chiamati a ricostruire nel dettaglio gli ultimi venti anni di vita dell’invaso
SANTA LUCE. Lago di Santa Luce sorvegliato speciale. Entro gennaio dovrebbero essere ricostruiti gli ultimi venti anni di vita dell’invaso sui colli pisani.
Su richiesta della Regione, infatti, Comune di Santa Luce, Provincia di Pisa e azienda Solvay sono stati chiamati a unire le forze per un progetto congiunto che ha lo scopo di capire se e come effettuare prelievi idrici dal lago.
Tutto è collegato alla grande siccità dell’estate scorsa, che di fatto non solo ha visto il lago completamente in secca, ma ha seriamente messo a repentaglio la solidità della diga.
«Dopo quell’avvenimento - spiega Andrea Marini, sindaco di santa Luce - noi abbiamo velocizzato le tappe affinchè le istituzioni prendessero in considerazione questa emergenza». Tanto che il Comune è riuscito a farsi spazio all’interno del tavolo per l’accordo di programma Solvay-Regione per l’utilizzo della risorsa idrica in tutta la Bassa val di Cecina. «D’altronde - prosegue il sindaco - il lago rientra a pieno titolo in questa trattativa perché fa parte delle possibilità di approvvigionamento dell’azienda chimica».
Dopo i primi incontri, l’ente ha chiesto una ricostruzione puntuale delle vicende che hanno riguardato l’invaso negli ultimi anni. «La Regione - prosegue Marini - ha dato mandato al Comune, alla Provincia di Pisa e alla Solvay di ricostruire congiuntamente gli ultimi venti anni di vita del lago». Un lavoro lungo e difficile. «Stiamo cercando - dice ancora il sindaco - di unire documenti cartacei e supporti elettronici, e capire come sono variate le condizioni dell’invaso».
Scopo del progetto, che si è già concretizzato con quattro incontri fra i soggetti chiamati a collaborare, è quello di «preparare una scheda dettagliata di come era il lago e di come si è trasformato».
L’intento del primo cittadino è chiaramente quello di evitare che la prossima estate l’invaso torni a svuotarsi. «Si tratta di capire - aggiunge Marini - quale è la capacità del lago attualmente, così da chiarire se potrà ancora essere considerato un serbatoio dell’azienda Solvay. Una volta che «avremo in mano una dettagliata panoramica cronologica della vita dell’invaso potremo formulare ipotesi risolutive volte a scongiurare il ripetersi dell’emergenza dell’ultima estate».
Quanto alla situazione attuale del lago il primo cittadino è ottimista: «Non si può certo abbassare la guardia - spiega -, evidentemente in passato non era stata compresa la criticità della situazione e ciò ha portato all’ultima emergenza, ma va detto che le precipitazioni degli ultimi tempi hanno dato una boccata di ossigeno al lago». Insomma anche se all’interno del lago è tornata un po’ di acqua, Marini fa notare che c’è da capire come la siccità ricorrente abbia cambiato la conformazione e la profondità del lago.
«Il tavolo attivato con la Regione - taglia corto il sindaco - è una garanzia che le istituzioni si prendano in carico questa emergenza, non vogliamo arrivare a scontri, ma certo saremo determinati perché non si arrivi a permettere che si ripeta la situazione drammatica degli ultimi mesi estivi».
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