Il Tirreno

Donati laterizi ferma la produzione

di Anna Cecchini
Donati laterizi ferma la produzione

La ditta, senza il piano cave, parte con la cassa integrazione. Comune e Provincia: «Coinvolgere i cittadini»

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ROSIGNANO. La Donati laterizi fermerà la produzione entro la metà di dicembre. Significa che i lavoratori dell’azienda, già con contratto di solidarietà, rischiano la cassa integrazione. Un ammortizzatore sociale che verrebbe utilizzato per i circa 45 dipendenti attivi nella sede di Gabbro, mentre per gli altri 30 che operano in quella di Campo (nei pressi di Pisa) l’attività potrà proseguire almeno altri due mesi, dato che in quell’impianto i mattoni vengono prodotti con un’argilla non miocenica. Ed è appunto la mancata disponibilità di argilla di qualità che sta mettendo in ginocchio la fornace Donati.

Da mesi l’azienda invoca l’adozione, da parte della Provincia, l’adozione del piano cave provinciale, all’interno del quale è inserita anche la cava del Gozzone (tra Gabbro e Castelnuovo), dalla quale sarebbe possibile estrarre materiale miocenico che permetterebbe di proseguire la produzione di laterizi di qualità.

L’azienda preme perché il piano venga adottato entro la fine dell’anno. Una scadenza che però sembra destinata a slittare dato che Comune e Provincia, prima di dare l’ok all’utilizzo della nuova sede di estrazione, vogliono un confronto con i cittadini delle zone di Gabbro e Castelnuovo, che saranno chiamati ad esprimere un parere sulla fattibilità della cava.

L’appello dell’azienda. «Visto che manca l’argilla di qualità - spiega Massimo Tinucci, responsabile commerciale della Donati - entro la metà di dicembre dobbiamo bloccare la produzione. L’impianto si ferma, avremmo in programma anche alcune manutenzioni, che però faremo solo se c’è la certezza che l’impianto potrà ripartire a gennaio». Una certezza che in questo momento vacilla, dato che il piano cave è ancora da adottare. Non solo, perché dopo l’eventuale via libera al piano, il Comune dovrebbe prevedere una variante al regolamento urbanistico, nel quale l’utilizzo della cava del Gozzone non è previsto.

Grande tensione tra i lavoratori. «Vogliono sapere quale sarà il loro futuro», taglia corto Nicola Triolo, rappresentante Fillea-Cgil della Rsu Donati.

Il Comune. Giovedì le Rsu aziendali erano in consiglio comunale per capire come l’amministrazione ha intenzione di tutelare le decine di dipendenti della Donati. «Il Comune sta seguendo con preoccupazione la vicenda - spiega il sindaco Alessandro Franchi - tanto che il consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione che sollecita la Provincia all’approvazione del piano cave». Intanto l’amministrazione ha chiesto alla Donati laterizi che entro la fine della prossima settimana presenti un piano industriale, «per chiarire le aspettative occupazionali e ambientali dell’azienda», sottolinea Franchi. Una volta ottenuto il piano industriale il Comune ha intenzione di organizzare un incontro pubblico con i cittadini delle colline rosignanesi. «Vogliamo spiegare ai residenti - prosegue il sindaco - cosa accadrà nella zona dove dovrebbe sorgere la cava, tra Gabbro e Castelnuovo. Credo sia giusto dare un’informazione pubblica sul progetto». Incontro che, in presenza del piano industriale della Donati, «potrebbe svolgersi prima delle festività natalizie», conclude Franchi.

Il confronto in Provincia. Lunedì mattina in Provincia lavoratori e Rsu incontreranno il presidente Giorgio Kutufà e il sindaco di Rosignano Franchi. «Il piano cave è pronto - assicura Kutufà -, ma prima di adottarlo dobbiamo confrontarci con il Comune per capire se poi la nuova cava potrebbe essere inserita nello strumento urbanistico, anche perché in realtà nel 2002 il consiglio comunale di Rosignano si pronunciò contro l’ipotesi di quella nuova zona di estrazione». Anche il presidente della Provincia sottolinea l’importanza di avere da Donati un piano industriale e di sottoporre l’ipotesi della nuova cava al Gozzone alla revisione dei cittadini, «per capire se l’ipotesi è sostenibile a livello ambientale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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