Il Tirreno

La tassa di soggiorno frutta 133mila euro in meno del previsto

La tassa di soggiorno frutta 133mila euro in meno del previsto

Il Comune incassa soltanto 217mila euro per l’estate scorsa Agostini: «Dati da verificare, calo dei turisti legato alla crisi»

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ROSIGNANO. La tassa di soggiorno che i gestori e proprietari di alberghi, campeggi, agriturismo e affittacamere hanno versato all’amministrazione ha reso 133 mila euro in meno rispetto a quanto previsto nel bilancio comunale.

Infatti la tassa che nelle strutture turistico ricettive del comune viene applicata come da regolamento da giugno a ottobre, ha reso 217mila euro anziché i 350mila che erano stati previsti nel bilancio.

Da precisare che, al momento, la cifra ancora è ufficiosa, «visto che – spiega l’assessore al turismo Luca Agostini – il dato che ci viene direttamente dagli uffici che stanno controllando e facendo i conti , non è stato ancora ufficializzato». Insomma i controlli e le verifiche sono ancora in atto «ma al momento si sta parlando di 217mila euro».

Un importo, dunque, ben al di sotto delle aspettative del Comune. «Ma al di là della cifra – dice Agostini – quello che mi preme fare adesso è capire meglio l’andamento del gettito. C’è bisogno di disaggregare i dati rispetto ai mesi presi in considerazione, le effettive presenze che ci sono state sul territorio rispetto anche alle differenti strutture ricettive». Perché la tassa di soggiorno che viene pagata dai turisti, non è uguale per tutti: si va dai 50 centesimi al giorno per i campeggi fino ai due euro giornalieri per strutture alberghiere a quattro stelle. Da tenere in considerazione anche l’età di coloro che soggiornano nelle strutture, dato che i ragazzi al di sotto dei 14 anni non pagano la tassa.

Aspettando l’ufficialità della cifra totale pagata dagli albergatori a giugno e a metà novembre nonché i dati di disgiunti e i relativi dati incrociati, rimane il fatto che durante la riunione della scorsa settimana, già gli imprenditori riuniti in assemblea a Castiglioncello, avevano parlato di un calo di presenze attorno al 20% nonché un 30% in meno di introiti rispetto alla scorsa stagione.

Una situazione che potrebbe essere un campanello d’allarme vista la crisi econominca che sta attraversando il Paese, «ma che potrebbe – continua Agostini – anche essere fisiologica visto che l’anno scorso, rispetto ad altre località turistiche della Toscana, abbiamo avuto un boom di presenze».

Da capire, adesso, come sarà utilizzato questo nuovo gettito che i proprietari delle strutture ricettive vorrebbero fosse investito sull’accoglienza turistica.

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