Italia
«Ha vinto la voglia di buona politica»
Primi incontri di vertice ed esortazione al dialogo con i renziani. Benedetti: «Bocciati noi? No, bocciate le liste civiche»
CECINA. Dialogo, percorso condiviso, collaborazione. Sono le parole che riecheggiano nelle stanze del Pd il giorno dopo il voto delle primarie, che a Cecina come in gran parte della provincia livornese e della Toscana hanno registrato lo scossone Renzi. Per il Partito democratico cecinese l’onda d’urto dei rottamatori è arrivata all’improvviso ma non troppo. Il comitato locale a sostegno del sindaco di Firenze ha organizzato una campagna elettorale vivace e intensa - incontri, trasferte, leopoldine - , in stretto contatto con il coordinamento regionale e nazionale. Registrando l’adesione “pesante” del vicesindaco Antonio Garigali.
A sentire la segretaria locale Alessandra Meini, che ha voluto una campagna “unitaria” partecipando anche all’ultima leopoldina pre-voto, la vittoria al primo round dei renziani non è uno schiaffo ai vertici del centrosinistra, ma un voto che risente del contesto nazionale. «Si vota il Pd, ma chiedendo il cambiamento, del partito e delle sue dinamiche - dice -. Sbaglia chi pensa che sia un voto di protesta contro le amministrazioni di centrosinistra. Se Renzi ha vinto nelle regioni rosse, è proprio perché qui c’è più attaccamento al partito. Ma da tempo gli elettori ci chiedono di cambiare, e non credo che il meccanismo giusto sia quello di demonizzare Renzi, sullo stile del governatore Rossi. Bisogna invece valorizzare la voglia di mettersi in gioco».
Nell’establishment bersaniano del Pd la reazione del giorno dopo è calibrata sul metro del dialogo, del “non facciamoci del male” (leggi: divisioni e guerre intestine). Tanto che già ieri Meini ha tenuto un primo incontro con il partito e stasera ne avrà un altro - dopo una consultazione nel pomeriggio - che definisce più “consistente”.
«Ho già iniziato un percorso di discussione - commenta -, d’accordo con il segretario di Federazione e con il sindaco, e ho intenzione di continuare il dialogo con i giovani del comitato Renzi, con i quali ho un ottimo rapporto. Sono stata alle loro iniziative quando mi hanno invitato e ho voluto una gestione condivisa delle primarie. Hanno delle idee, e il loro contributo alla vita del partito non può che fare del bene al Pd». Ma la maggior parte dei renziani non è iscritta al Pd. E molti arrivano da aree politiche estranee al centrosinistra. «Ho già avuto un incontro con i loro coordinatori - risponde Meini - e penso che alcuni potrebbero confluire nel partito. Alcuni probabilmente si tireranno indietro, perché hanno capito che la politica è anche sacrificio, ma altri arriveranno alle amministrative. E non mi dispiacerebbe coinvolgerli».
Dalla segreteria di Federazione, Samuele Lippi, altro bersaniano di ferro, è più cauto. Stesso invito al dialogo, ma «prima arriviamo al ballottaggio di domenica».
E se vincessero i renziani ci sarebbe una resa dei conti nel Pd? «Perché mai? - replica Lippi - il rapporto con i coordinatori provinciali è ottimo. Abbiamo atteso i risultati del voto insieme. Certi loro attacchi? Sono tatticismi che rientrano nella competizione elettorale».
Più esplicito il sindaco Stefano Benedetti. Che prima mette l’accento sulla partecipazione al voto delle primarie, «un dato fondamentale e un antidoto alla voglia di antipolitica»; poi sottolinea che il Pd «deve aprirsi al nuovo, al cambiamento e al confronto». Ma le primarie - sottolinea - «non sono un test pre-elettorale. Non c’è nessun legame con la vita amministrativa locale. Se poi c’è qualcuno che si è messo in vista in questa competizione a Cecina c’è casomai il vicensindaco, che ha appoggiato Renzi».
Riferendosi all’esultanza di comitati e liste civiche - Gasperini, di Cecina Insieme, ha scritto su facebook che la vittoria di Renzi prelude al “licenziamento” dell’amministrazione in carica - Benedetti afferma che il voto è piuttosto «una dimostrazione di fiducia nei partiti tradizionali e nella buona politica, in un’ottica ampia, di politica di grandi visioni. E una risposta chiara di rifiuto invece alle tattiche anguste di queste liste civiche localiste».
(m.m.)
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