Il Tirreno

Gorette, via ai lavori col rebus sabbia

di Andrea Rocchi
Gorette, via ai lavori col rebus sabbia

Si apre il primo cantiere dei 10 pennelli, il 10 dicembre l’altro a sud del fiume. Il ripascimento? Dal dragaggio del porto

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CECINA. La certezza è che i cantieri si aprono, finalmente. In questi giorni è in allestimento quello a nord dell'abitato, tra il fiume Cecina e il Fosso Mozzo, zona Gorette. Appaltato alla Sales, che già ha l'escavo in porto, costa 2,7 milioni. I soldi ci sono. Il 3 dicembre - ne dà notizia Paolo Pacini, assessore provinciale al Turismo - si firma anche il contratto per il secondo intervento, tra il fiume e la Cecinella. Quello che è più a cuore ai balneari, perché ne interessa la maggior parte. Costo 3,7 milioni. I soldi ci sono, così come la ditta che eseguirà l'intervento: la Co.Ve.Co, consorzio d'imprese venete.

Tutto bene, allora, sul fronte erosione e ripascimenti? Tutto bene, a parte l’incognita sabbia. E non è un punto interrogativo da poco. Perché comprare la sabbia dai fornitori ha un costo esoso e non c’è la copertura. E allora serve quella che arriva dal dragaggio della nuova darsena del porto, per la quale devono ancora partire i lavori. E sebbene sia «sabbia già caratterizzata (ovvero non va esaminata)» - come spiegano Giuliano Matteoli, presidente del Cn Foce Cecina e Enrico Bartoletti, geologo e dirigente del settore difesa suolo della Provincia che ha seguito l’iter del progetto - è anche vero che i tempi di reperimento sono strettamente connessi col secondo lotto di lavori per il nuovo porto. E poi servono 700 mila metri cubi, non uno scherzo. E dal dragaggio della darsena ne arriveranno circa 250mila. Servirà quindi quella del fiume. E forse anche metter mano al portafoglio. Anche se Comune di Cecina e Provincia sono pronti a giocarsi la carta dell’utilizzo dei ribassi a base d’asta da investire ad hoc (presto partirà una lettera verso Regione e ministero dell’Ambiente).

Ieri, però, nell’incontro convocato per comunicare il via al primo intervento anti-erosione, si è colto soprattutto l’aspetto positivo della tormentata vicenda: l’iter che si chiude. Lo ha ricordato Paolo Pacini, parlando di «opere fondamentali per la salvaguardia della costa e dell’abitato di Marina», annunciando l’imminente apertura del cantiere a nord del fiume e la consegna dei lavori (per il 10 dicembre) del cantiere a sud. Lo ha sottolineato anche l’ingegner Pier Gino Megale, commissario straordinario del ministero dell’Ambiente: «Un lavoro che parte sotto i miglior auspici, ringrazio il dottor Bartoletti ed il suo staff, l’ingegner Verzoni, direttore dei lavori e le imprese. Ora servirà un rapporto sinergico tra il cantiere del porto e quello del ripascimento». Il sindaco Benedetti ha ricordato come le spiagge e la nostra costa non siano solo una risorsa per gli stabilimenti balneari ma per uno sviluppo turistico più complessivo di cui il porto e il nuovo lungomare sono tasselli fondamentali». Se Bartoletti e Verzoni (ingegnere direttore dei lavori) hanno inquadrato l’intervento nel suo aspetto tenico, l’ingegner Msrco Zanbernardi (Sales) ha spiegato in cosa consisterà l’opera a nord: un primo lotto con la realizzazione di 2 pennelli in massi naturali e celle con la sabbia dentro , un secondo con altri 8 pennelli.

Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni di categoria anche se Paperini (Confesercenti) ha chiesto che i balneari abbiano la “possibilità di confrontarsi sull’intervento e conoscere il dettaglio dei cantieri”. E Saccà (Confcommercio) ha aggiunto: «Ok all’inizio dei lavori, ma che gli impegni siano portati a termine». Perchè il mare si è già portato via intere spiagge. E i balneari nonn possono più attendere oltre.

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