Il Tirreno

Le società partecipate ci costano oltre 650mila euro l’anno

di Alessandro Bientinesi

Indennità, stipendi e gettoni di presenza: ecco quanto guadagnano amministratori e consiglieri Taddia (Casalp) prende 43.200 euro lordi, Ghelardini (Rea) 33mila, Fontana (Atl) 54mila

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CECINA. Quasi 650mila euro all’anno per indennità, stipendi e gettoni di presenza degli amministratori delle sette società a partecipazione pubblica (parziale o totale di Comuni e Provincia). Compensi lordi, dunque, di poco inferiori ai 100mila euro, in media, per ciascuna società anche se con alcune differenze rispetto all’anno scorso. I dati, resi pubblici proprio in questi giorni (legge finanziaria del 2007), fanno riferimento al secondo semestre del 2012.

Partiamo da Casalp, l'ente che si occupa della realizzazione di case popolari. Al lordo, nel 2011, il presidente Stefano Taddia aveva ricevuto 3.600 euro. Dagli ultimi dati aggiornati all’ottobre 2012 (desunto dai verbali dell’assemblea e del consiglio della società) l’indennità per il 2012 è salita a 43.200 euro. Il vicepresidente, Giovanni Grassi, passa da 1.350 a 16.200 euro mentre i consiglieri (tre in totale) passano da 450 a 5.400 euro ciascuno. Il compenso lordo totale per questa società, dunque, è pari a 75.600 euro. Tra consiglio di gestione e consiglio di sorveglianza, invece, il costo della società Asa spa è rispettivamente di 210.000 e 113.000 euro. Il presidente Fabio Del Nista e il consigliere Ennio Marcello Trebino per il 2012, al lordo, hanno guadagnato 20.000 euro (compenso base) a cui si aggiunge un fisso da 42.500 euro e 10.000 euro "in funzione degli obiettivi definiti".

Per l’altro consigliere, Alessandro Fino, lo stipendio è di 35.000 euro più 20.000 di compenso base e 10.000 per gli obiettivi. Il presidente del consiglio di sorveglianza di Asa Fabio Baldassari, invece, percepisce un’indennità di 30.000 euro, mentre il resto degli altri nove consiglieri si spartisce un totale di 83.000 euro. Passando alla Rea (rifiuti), il presidente Fabio Ghelardini percepisce uno stipendio lordo di 33.000 euro. In totale i cinque consiglieri, nel 2012, ne percepiscono 23.750.

Dati identici rispetto ad un anno fa, esattamente come il consorzio tecnologico polo della Magona. Poco più di 28.000 euro lordi per il presidente Claudio Scali (ma che percepirà uno stipendio in proporzione ai mesi in carica visto che è subentrato a Sandra Vitolo il 31/07/2012), mentre per il vicepresidente Lorenzo Costagli andranno 6.197 euro. Il resto del consiglio ha un gettone di 258,23 euro a consigliere per ogni seduta. L’Afc srl, azienda farmaceutica cecinese, prevede un’indennità lorda per il 2012 di 12.000 euro per l’amministratore delegato Ivo Tenerini, 2.400 per il presidente Dalida Cosimi e 1.200 euro per il vicepresidente Carlo Ceccarelli.

Se tutti i compensi fin qui citati sono gli stessi, in alcuni casi superiori, a quelli dello scorso anno ci sono due società che vanno in controtendenza. La prima è la Promozione e sviluppo Bassa Val di Cecin. La società si è sciolta il 15 giugno scorso e il solo presidente Enzo Sardi ha percepito un’indennità lorda per il 2012 di 5.217,51 euro. L’altra è l’Azienda di trasporti livornese. Il presidente Alfredo Fontana nel 2011 percepiva 57.603 euro lordi, adesso il compenso è sceso a 54.097,8 euro, esattamente come l’amministratore delegato Giuseppe Gori. Il vicepresidente, Mario Oliva, passa, invece, da 19.803 euro del 2011 ai 18.597,60 attuali. Discorso simile per tutti e quattro i consiglieri che passano da un compenso di 7.666 euro a uno di 7.200 ciascuno.

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