Il Tirreno

«La Regione salvi il punto nascite dell’ospedale»

Allarme del gruppo “Più Toscana” dopo il piano di riordino presentato da Marroni. L’Asl assicura: «Nessuna chiusura»

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CECINA. Allarme del gruppo di “Più Toscana” in consiglio regionale per il taglio dei punti nascita all’interno degli ospedali dell’Asl 6.

Ma l’azienda sanitaria getta acqua sul fuoco e fa sapere che all’Asl 6 non è prevista alcuna chiusura di punti nascita.

Secondo il consigliere Gian Luca Lazzeri (che è anche membro della quarta commissione regionale per la sanità)sono tre i punti nascita a rischio chiusura in provincia di Livorno. Oltre a quello elbano di Portoferraio, sarebbero a rischio quelli di Piombino, Cecina e dell’ospedale di Livorno. «Secondo i dati in nostro possesso - afferma il consigliere Gian Luca Lazzeri -, nel 2011 all'ospedale civile di Piombino i parti sono stati 406, a Cecina 788 e a Livorno 1005. Nell'immediato, a rischiare la chiusura è il punto nascita del comune delle acciaierie, mentre dal 2014 la tagliola potrebbe riguardare anche gli altri due perché sotto o troppo a ridosso dei 1000 parti l'anno».

Lazzeri non vuole creare «inutili allarmismi, ma invito l'assessore al diritto alla salute, Luigi Marroni, a cogliere l'eccezionalità dei luoghi in cui si trovano questi punti nascita e il fatto che rischiare di vedere chiusi in un sol botto tre reparti del genere, senza contare quello di Portoferraio, in una sola provincia è un grave disservizio per la cittadinanza».

Secondo l'esponente di "Più Toscana", «dobbiamo salvaguardare quelle realtà ospedaliere che, pur non raggiungendo la quota minima di parti annui per evitare la chiusura, sono ben funzionanti ed assicurano alla cittadinanza un servizio di qualità».

Il timore di Lazzeri deriva dalla notizia del piano per risparmiare 300/350 milioni di euro l’anno presentato a fine ottobre alla commissione sanità dall’assessore regionale alla salute Luigi Marroni. Un percorso ancora da dettagliare, ma che sembra contenga un punto riguardante la diminuzione dei reparti maternità: pare che vadano tagliati quelli nei quali si effettuano meno di 500 parti l’anno; limite che a partire dal 2014 balzerà a quota mille. Un limite che, se confermato, metterebbe seriamente a rischio il futuro del reparto maternità cittadino (e senza dubbio anche di quello di Piombino). Ma l’Asl 6 risponde garantendo che in tutto il territorio di sua competenza non c’è alcun rischio chiusura per i punti nascite.

«Se proprio dobbiamo tagliare qualcosa - conclude Lazzeri - cominciamo con i ruoli e i maxistipendi dirigenziali fino ad arrivare all'accorpamento delle Asl in quattro aziende di area vasta. Dopo l'accorpamento delle province di Livorno e Pisa, vogliamo far nascere bambini solo a Pisa?».

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