Il Tirreno

«Aiutatemi a ritrovare mio padre»

di Alessandro De Gregorio
«Aiutatemi a ritrovare mio padre»

La figlia dell’uomo scomparso da 17 giorni gira con una borsa di volantini. Le segnalazioni e le ipotesi

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CECINA. Scomparso. Svanito nel nulla insieme all'auto della moglie. Forse hanno imboccato due strade diverse. Giorgio Martignoni, 72 anni, potrebbe aver vagato senza meta. L'auto potrebbe essere stata rubata. Ipotesi di un mistero che si infittisce e produce angoscia nei familiari man mano che passano i giorni. Di giorni ne sono passati diciassette e, malgrado gli sforzi, le ricerche non hanno dato esito. La figlia dell'uomo, Federica, è disperata. Avvocato civilista, Federica ha lasciato i colleghi a Milano a gestire lo studio e dal 22 ottobre sta girando con una borsa piena di volantini. Ci sono le immagini di suo padre, i numeri ai quali telefonare, l'appello a farsi avanti.

Finora sono tre le segnalazioni. Vengono ritenute attendibili dai carabinieri, coordinati dal sostituto Giuseppe Rizzo, che hanno preso in mano il caso ma non sono ancora riusciti a risolverlo. Con loro la protezione civile, che anche ieri ha continuato a battere il lungofiume, i vigili del fuoco, la polizia, la polfer e pure i City angels, il gruppo di volontari di strada fondati dal giornalista e professore Mario Furlan.

La prima segnalazione è stata raccolta dalla figlia, che lunedì scorso mentre si aggirava nella zona Coop-villaggio scolastico si è imbattuta con il custode del campo da rugby. L'uomo, di Riparbella, le ha detto che conosceva la vicenda e che aveva notato un uomo, corrispondente a suo padre, la sera del 22 ottobre seduto su una panchina. Il custode ha aggiunto che un suo amico aveva visto Martignoni alla stazione, il giorno dopo la scomparsa (martedì 23). Questo secondo testimone è stato rintracciato e sentito dai carabinieri. Anche a loro ha confermato che quell'uomo sembrava proprio quello descritto sui giornali. Poi è emersa una nuova testimonianza, di una signora che dice di aver aiutato ad attraversare la strada a un anziano, la sera del 22, nella stessa zona dietro la Coop.

«Pensiamo che papà si sia smarrito lì - dice Federica - e poi abbia proseguito verso la stazione. A questo punto i casi sono due. La prima ipotesi è che qualcuno lo abbia aiutato a salire su un treno. Per questo ho contattato anche Furlan e i City angels che hanno diramato la segnalazione in tutta Italia. Abbiamo anche fatto stampare mille volantini che sono stati affissi alla stazione di Firenze. So che i carabinieri, tramite la polfer, hanno attivato i controlli su tutta la linea Napoli-Ventimiglia-Torino-Milano. Ma mio padre è sparito senza soldi, possibile che non si sia imbattuto in nessun controllore? Ecco perché pensiamo che sul treno non ci sia mai salito e che abbia proseguito a piedi verso il mare».

Per questo, in concomitanza con le battute lungo gli argini del Cecina, la figlia ha proseguito le ricerche in un disperato porta a porta. Si è rivolta alle suore dell'istituto Iacopini, al parroco del duomo don Marco Fabbri, a quello di Castiglioncello don Francesco Fiordaliso, alla mensa della Caritas, insomma a tutta la rete che si occupa di senzatetto. Ieri mattina ha distribuito volantini anche tra i cantieri edili dell'ex zuccherificio. Perché suo padre vuole trovarlo. A tutti i costi: «Aiutatemi, vi prego».

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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