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Nuova mareggiata, il ripascimento non parte e i balneari lanciano l’allarme
Danni a Marina e alle Gorette. Ma soprattutto preoccupazione per il futuro. Cascione: «Se la natura e l’uomo non fanno qualcosa la prossima estate non apriremo»
CECINA. L’ennesima mareggiata ha causato diversi danni a Marina. L’acqua è arrivata a lambire le strutture ed è entrata perfino all’interno dei ristoranti. I titolari hanno dovuto ripulire e svuotare i locali per diverse ore. Stessi disagi alle Gorette, dove le onde sono riuscite ad abbattere la palizzata tra gli stabilimenti “da Gigi” e al Delfino. «Il mare è arrivato ben oltre le strutture - dice Stefano Paperini del Delfino - ha rischiato di portare via la strada». L’impatto di questa libecciata è stato un po’ meno devastante rispetto a quello della passata settimana quando l’acqua arrivò a distruggere finestroni ai bagni Aurora (danni per 12mila euro) ma, a questo punto, la preoccupazione dei balneari cresce. «Se andiamo avanti di questo passo credo proprio che molti imprenditori rimarranno chiusi la prossima estate – dice Massimo Cascione, rappresentante balneari per Confcommercio – ormai siamo arrivati a un punto di non ritorno. Se la natura e l’uomo non faranno qualcosa, a giugno sarà un’impresa riuscire a piazzare anche una sola fila di ombrelloni. La spiaggia non c’è più».
Il via ai lavori per il maxi ripascimento della costa era stato annunciato per la fine dell’estate. Il comunicato era stato diramato a giugno, a margine della presentazione dei due aggiudicatari per la coppia d’interventi (Marina e Gorette) da 11 milioni di euro. Sebbene l’estate sia finita da un pezzo la riqualificazione non è ancora partita.
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