Il presidio
Vaccini, possibili ritardi dopo il caso Novartis
L’Asl ha ordinato 89mila dosi di “split” da un’altra casa farmaceutica E tranquillizza: «Nessun problema, conviene vaccinarsi da metà novembre»
CECINA. Il caso dei vaccini Novartis ritirati dal commercio (487.738 le dosi bloccate dal ministero della Salute e dall’Aifa) potrebbe rallentare la campagna di vaccinazione anche sul nostro territorio. E questo sebbene l’Asl 6 non abbia acquistato i vaccini della casa farmaceutica svizzera. Il problema è che, se a livello nazionale mancheranno le dosi ritirate dal commercio, alcuni dei vaccini ordinati dalla Toscana potrebbero essere “spalmati” su altre regioni per consentire un avvio coordinato e non “a strappi” della campagna di vaccinazione antinfluenzale. Aspetto, questo, sul quale ieri si è tenuto un incontro al Ministero della Salute a Roma.
I segnali che giungono dall’azienda sanitaria locale, tuttavia, sono tranquillizzanti. Anche perché un eventuale ritardo nell’arrivo dei vaccini non metterebbe in discussione i risultati di una campagna che partirà sicuramente in ritardo rispetto allo scorso autunno (quando iniziò dal 15 ottobre) ma sui cui effetti gli esperti non nutrono dubbi.
Anche perché - come spiega il dottor Antonio Lombardi, del Dipartimento di Prevenzione Asl 6 e che coordina il programma di vaccinazione sul territorio - solitamente il picco dell’influenza si registra a fine gennaio e nei primi giorni di febbraio. Proprio perché i vaccini determinano un rapido incremento degli anticorpi, vaccinarsi troppo presto non è consigliabile. Meglio iniziare, dunque, dalla metà del mese di novembre.
Dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 6 confermano che sono stati ordinate, quest’anno, 89mila dosi di vaccino antinfluenzale. Di queste 48mila saranno destinata all’area livornese, 18mila alla bassa Val di Cecina, il restante tra Piombino e l’Elba. L’arrivo è atteso in due tranches: una il 5 di novembre, l’altra il 12. Se non ci saranno contrattempi le due date dovrebbero essere rispettate.
Se viceversa, su scala nazionale, si stabilirà una redistribuzione dei vaccini (visto che mancheranno all’appello quasi 500mila dosi della Novartis), qualche ripercussione sulla consegna alle Asl e, di conseguenza, ai medici di famiglia e agli ambulatori, potrebbe esserci anche se in Toscana è stata modesta la richiesta di vaccini momentaneamente ritirati dal commercio.
Tra l’altro, a differenza dei vaccini della Novartis, quello ordinato dall’Asl 6 è un vaccino cosiddetto “split”. Esistono vari tipi di vaccino, lo split è costituito da virus frazionati con trattamenti chimici di diversa natura al fine di rimuoverne le componenti lipidiche.
Se tutto va bene, dunque, dai primi di novembre, probabilmente dal 10, si potrà partire con la campagna di vaccinazione per l’influenza 2012.
Come sempre i vaccini per l’influenza interessano essenzialmente alcune categorie a rischio: i soggetti di età superiore ai 65 anni o affetti da patologie più o meno croniche (ma per le quali comunque la contrazione dell' influenza è da considerarsi un rischio), donne al secondo e terzo mese di gravidanza, chi è esposto al rischio per motivi familiari o professionali.
Importante, sempre, è farsi consigliare dal medico di famiglia o dal personale incaricato nei distretti e negli ambulatori dove si effettuano le vaccinazioni.
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