Il presidio
Da Cecina alla Cina Sarah gira il mondo con l’opera lirica
La regista Schinasi da anni ormai si è trasferita a Madrid «Ho avuto molte opportunità». Insegnerà anche a New York
CECINA. Sta per volare in Cina dove parteciperà all’allestimento sontuoso di “Lohengirn” al National center for the performing arts di Pechino. Un edificio gigantesco dove Sarah Schinasi si troverà al fianco di Giancarlo Del Monaco come regista associato per questa grandiosa produzione cinese dell’opera di Wagner, in calendario dal 4 dicembre all’Opera house (2.398 posti). Dopo il successo di Tosca a giugno il regista, figlio del tenore Mario Del Monaco, offrirà al pubblico cinese un altro saggio di opera lirica europea. Da Madrid lo seguirà l’assistente che abitualmente lavora con lui, la cecinese Sarah Schinasi, figlia del pittore Daniel. Sarah è una quarantenne regista di opere liriche, che da anni abita a Madrid. «In Spagna ho avuto la fortuna di lavorare nei teatri più moderni d’Europa – dice - io che per venire qui ho rifiutato un contratto di 5 anni all’Opera di Dusseldorf, suscitando molte critiche. Ma alla fine ho avuto grandissime opportunità. Sono stata nel team del romano Stefano Pace, attualmente direttore tecnico di Covent Garden, che mi ha chiamato a Valencia dove si apriva nel 2006 un grandissimo teatro, il “Palau de Las Artes”. Lì ho rimontato produzioni del Metropolitan come regista, lavorando più volte con Placido Domingo, Zubin Metha e Lorin Maazel, che erano direttori stabili». Una grande esperienza che l’ha portata a lavorare con Del Monaco in vari paesi del mondo: «In Asia torno per la seconda volta, nel 2004 andai a Seoul con Del Monaco per “Carmen” che poi portammo in Israele con un set costruito nel deserto per il Festival di Masada. Al rientro in Europa sarò ancora in Spagna per rimontare “Don Carlo” a Oviedo, a firma Del Monaco. Poi farò tappa a New York dove mi hanno chiamato a insegnare alla Julliard school. Ai tempi in cui studiavo piano al Mascagni a Livorno la Julliard per noi era un mito, non ho mai neanche osato immaginare che potessero offrirmi di farne parte come docente. Con la mia insegnante di Londra Milca Leon abbiamo creato un metodo di interpretazione per cantanti che ha suscitato l’interesse del loro direttore del dipartimento regia, Stephen Wadswoth. Così mi hanno proposto un posto di professore associato, cosa che mi ha resa orgogliosissima».
Federica Lessi
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