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Addio allo sceriffo buono grande amico di Cecina

Addio allo sceriffo buono grande amico di Cecina

É morto Warren Rupf, il “gigante” californiano: aveva visitato tante volte la nostra città. Nel 2011 aveva incontrato il sindaco Benedetti

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CECINA. «É volato in cielo con gli angeli, lo sceriffo buono», hanno scritto i bambini di una scuola di Martinez. Dopo una grave malattia si è spento a Walnut Creek, vicino a San Francisco, lo sceriffo Warren E. Rupf, lo sceriffo amico di Cecina, classe 1943, ex marines, per quattro mandati (16 anni) a capo di un esercito di poliziotti che controllano la megalopoli californiana. Dopo tante battaglie vinte contro la criminalità, i soprusi, la droga, i racket ed il rispetto della legalità, lo sceriffo di San Francisco è stato sconfitto inesorabilmente dalla leucemia.

Con i suoi 2 metri e 10 di altezza e i suoi 130 chili di peso l'ufficiale si imponeva decisamente sul campo ma con un'autorevolezza e una bontà d'animo che gli era riconosciuta da tutti. Rupf è sempre stato molto attivo anche nel sociale: dai boy scouts of America al Rotary International. Da qualche anno aveva fondato la Sheriff's Charities, un'associazione con lo scopo di sensibilizzare e di raccogliere fondi per le classi disagiate e le vittime di incidenti, di aggressioni e di violenze. Nella sua brillante carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti da vari presidenti e dal governatore della California Arnold Schwarzenegger. Warren Rupf, di origine svizzera, aveva sposato in seconde nozze Carole Solmi, originaria della provincia di Bologna, ma in America anche lei da due generazioni. Era amico di Cecina e dei cecinesi. La sua prima visita risale all'ottobre 1991 e l'ultima al maggio 2011, appena pensionato, quando volle incontrare oltre al sindaco Benedetti anche i comandanti delle forze dell'ordine della città e la neonata locale sezione dell'Ipa (International Police Association). Nella cerimonia a palazzo comunale consegnò riconoscimenti e distintivi e dichiarò di portare sempre nel cuore questa terra fatta di persone di qualità, come il vino e la cucina locali che lui tanto amava.

Pochi giorni prima del trapasso ha scritto una lettera aperta molto profonda, che è stata ripresa da molti quotidiani americani.

Gabriele Bibbiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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