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Tubazioni colabrodo: si accende la polemica sulle perdite d’acqua

Tubazioni colabrodo: si accende la polemica sulle perdite d’acqua

Angeli (Pdl): «Asa spreca 10 milioni di metri cubi l’anno Con quale coraggio si chiede un dissalatore a Solvay?»

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CECINA. «L’acqua nella falda c’è, il problema è che non arriva al rubinetto». Queste le parole usate da Michèle Huart, direttore dello stabilimento Solvay di Rosignano, durante la conferenza stampa di lunedì scorso parlando della crisi idrica e del problema dell’approvvigionamento delle materie prime, tra l’acqua appunto. Maria Grazia Angeli, consigliere comunale del Pdl rosignanese, sembra prendere spunto da queste parole per lanciare un pesante attacco ad Asa: «Da dati certi - dice Angeli - sappiamo che da anni per cattiva manutenzione, nell’area in cui opera Solvay, si perde il 40% di acqua buona da bere, che equivale a 10 milioni di metri cubi d’acqua. Tutto questo spreco è colpa delle rotture nelle tubazioni dell’acquedotto mai riparate. O se riparate, non in maniera tale da limitare uno spreco così importante».

Insomma, Angeli, come Solvay, punta il dito sugli sprechi derivati dalle rotture, dalle perdite. «Si chiede a Solvay - dice Angeli - un grosso investimento su un dissalatore, ma non ho sentito dire da nessuno finora che ci sarebbe bisogno anche di uno sforzo da parte di Asa, che nel silenzio, per cattiva manutenzione perde circa il 40% annuo di acqua. E parlo di acqua che sarebbe buona da bere, che farebbe comodo durante l’estate. E che forse avrebbe evitato di spendere 700mila euro in autobotti. Insomma, spreco chiamo spreco».

E allora per Angeli tutto questa pressione sul dissalatore sarebbe ingiustificata. O meglio: un dissalatore andrebbe chiesto, ma ad Asa. «Per prima cosa - prosegue il consigliere comunale del Pdl - un impianto del genere ha senso nei paesi arabi. Ma se proprio dobbiamo chiedere a qualcuno di investire su un dissalatore allora il soggetto giusto è Asa e non Solvay». Angeli argomenta. «A conti fatti, Solvay per la sua produzione consuma il 5% di acqua di falda, che equivalgono a circa 6 milioni di metri cubi l’anno. Ma se non sappiamo quanto sia il consumo dell’agricoltura, sappiamo invece che per le perdite nell’acquedotto lasciamo per strada 10 milioni di metri cubi d’acqua. Ma non ho sentito nessuno dire che, oltre a dissalatore e invasi, ci sarebbe bisogno di migliorare la manutenzione delle tubazioni pubbliche. Ma forse è più comodo chiedere un grosso investimento ad un privato, scaricando la colpa della crisi idrica su questa».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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