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Cantiere vadese in festa: varato un peschereccio

Cantiere vadese in festa: varato un peschereccio

VADA. Il vento della recessione colpisce duro. Una fase storica quella che stiamo vivendo, che ci costringe a cambiare il nostro modo di vivere, dovendo fare tante rinunce e non avendo più le...

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VADA. Il vento della recessione colpisce duro. Una fase storica quella che stiamo vivendo, che ci costringe a cambiare il nostro modo di vivere, dovendo fare tante rinunce e non avendo più le certezze sulle quali si basava il nostro status. E allora ecco che il varo di un peschereccio fa notizia.

In un panorama di austerity generalizzata, infatti, ci sono alcuni settori del tessuto economico che sono addirittura più penalizzati. Stiamo parlando per esempio della cantieristica nautica, fiore all'occhiello della Costa Etrusca per la produzione di barche di tutte le stazze che venivano immesse sui mercati di tutto il mondo. Oggi con la stagnazione economica le commesse non arrivano e molti cantieri sono stati costretti ad abbassare la saracinesca in attesa di tempi migliori. Fa notizia, perciò, che proprio in questi giorni, un cantiere locale, “Il Fanale” di Vada, abbia varato un bel peschereccio di 10 metri commissionato da una cooperativa che opera sull’Adriatico. «Purtroppo - ci dice il proprietario del cantiere Giovanni Foddis - è abbastanza desolante far notizia per il varo di una barca nella nostra zona tradizionalmente ricca di questo genere di attività. Al porto di Rosignano era già da un po’ di tempo che non si verificava una cosa del genere. Noi produciamo barche da pesca professionali abbastanza innovative nella forma e nella idrodinamica. Natanti che possono raggiungerei 20 nodi di velocità e trasportare 11 persone».

Secondo Foddis «In questi momenti di grandissima difficoltà anche questi “strumenti di lavoro” hanno pochissime richieste, ma va peggio alle imbarcazioni turistiche e di lusso. L’inasprimento delle tasse su questo settore ha poi dato il colpo di grazia, ma paradossalmente il governo ci ha solo rimesso perché le lussuose imbarcazioni turistiche hanno cambiato bandiera. Le nuove tasse di stazionamento spaventano i diportisti, si può arrivare a pagare fino a 700 euro al giorno per un’imbarcazione di oltre 60 metri partendo da un minimo di 5 euro per una “barchetta” di 10 metri». Comunque, continua Foddis, «spero che questo varo sia di buon augurio per il futuro: una piccola cosa che possa servire al settore da stimolo in attesa che la recessione finisca e che tutta la cantieristica sulla Costa degli Etruschi, torni a costruire i prodotti di eccellenza che ci riconoscono per un mercato che speriamo riparta ed inverta la tendenza».

Giorgio Creatini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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