Il Tirreno

Buongustai doc ben nove i ristoranti titolati

La Guida 2012 dell’Espresso premia la gastronomia della Bassa Val di Cecina, ecco le conferme e le new entry

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CECINA. Sono nove i locali della Bassa val di Cecina - tra ristoranti, trattorie ed osterie – indicati dalla “Guida ai ristoranti d’Italia 2013” dell’Espresso. A questi ne vanno aggiunti altri due che hanno ottenuto, a Cecina, la segnalazione da parte dei critici. Il nostro territorio, in fazzoletto di chilometri ricoperto di spiagge e colline, regala agli chef l’occasione per sfogarsi a 360 gradi. Infatti, i menù spaziano dal cinghiale alla spigola, dalla selvaggina ai molluschi. E, sul fronte enologico c’è solo l’imbarazzo della scelta. Al primo posto tra i ristoranti locali c’è “La Pineta” di Marina di Bibbona. Lo chef, “big” Luciano Zazzeri, è ormai da anni tra i maestri indiscussi della cucina a base di pesce. Il suo locale, con 16,5 punti su 20, si piazza anche al settimo posto nella classifica del Granducato.

«Luciano Zazzeri- riporta la guida – trova un pesce così fresco da permettersi di presentare spesso in sala le grandi pezzature di orata o dentice ancora con il rigor mortis delle sei ore dalla pesca». Sempre nel comune di Bibbona, ma lungo via della Camminata, si trova la Carabbaccia. Il ristorante, che ha ottenuto 13 punti su 20, prende il nome da un’antica zuppa fiorentina a base di cipolle. E proprio la cucina povera è il punto di forza «di un’osteria di campagna apprezzata soprattutto per le frattaglie». Da provare il fegato magro di vitello, gli spaghetti al ragù di “gota” e la carabaccia. Le attività segnalate nel comune di Castagneto si trovano a Bolgheri. L’osteria della Magona (13 punti su 20) è in piazza Ugo.

«L’accoglienza e il servizio – scrive il critico – sono il giusto viatico per apprezzare le proposte di una cucina tradizionale di pregevole esecuzione». Sono consigliati: i crostini caldi con i salumi, la classica ribollita e i ravioli di erbette e ricotta. Una manciata di metri in basso e troviamo l’enoteca Tognoni. Il locale a due passi dal castello è ormai «uno dei riferimenti di tutta la regione per i vini di Bolgheri». C’è l’ampia offerta di tutta la doc locale. Altra eccellenza enogastronomica della frazione è l’Uva Nera (12 punti su 20). Anche in questo caso si pesca a piene mani nella tradizione. Ottimi l’antipasto di salumi e crostini, i «sostanziosi» tortelli di ricotta e spinaci e il coniglio in umido.

«Vedi il cuoco, gigante e sanguigno ma gentile, e capisci la cucina», è l’incipit che descrive il Doretto a Cecina (14 punti su 20). Il menù proposto dallo chef Mirko Rossi spazia dal mare alla terra. Si va dal ventaglio di triglie avvolte nel lardo di Colonnata all’insalata di carciofi. Da provare il tortello di pappa al pomodoro. Sempre su Cecina sono state segnalate due eccellenze per i piatti di mare: l’enoteca Vinalia e lo Scacciapensieri. Spostiamoci in collina. Due i locali riportati dalla guida. Sono il Mocajo a Casino di Terra (14 punti su 20) dove «ogni ingrediente pesca in una tradizione viva e radicata» e il Frantoio a Montescudaio (12,5 punti su 20), un locale in cui «un marinaio diventato ristoratore 25 anni fa propone sfiziosità come la “caramella pecorino ed acciuga”». Sempre in collina, ma nel comune di Rosignano e per la precisione a Nibbia ci si può fermare alla locanda Martinelli.

Il locale ha ottenuto 15 punti su 20 dai critici. Il menù è tutto un programma; lo chef, già responsabile delle cucine reali della Giordania, propone un ottimo strudel di scampi e porri maturati su crema di patate e zafferano.

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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